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guida a google tag manager per il marketing
Come avrai sicuramente notato utilizzando Google Tag Manager (magari anche grazie a questo corso a puntate), uno dei limiti più importanti del nostro tool preferito è quello di resettare completamente il dataLayer ogni volta che il nostro utente si sposta da una pagina all'altra del nostro sito.
Si tratta, evidentemente, di un limite strutturale,  connaturato con l'architettura di Google Tag Manager, che non ci consente di andare oltre i limiti della pagina per analizzare il comportamento di un utente nel suo complesso, e verificare se questo comportamento corrisponde o meno alle nostre aspettative.
Per questa analisi, ovviamente, c'è Google Analytics.
Cosa succede, però, se noi abbiamo bisogno di verificare o mettere in evidenza alcuni parametri che riguardino, ad esempio, proprio il passaggio da una pagina all'altra, o altri elementi che vadano a riempire una dimensione personalizzata, e che richiedano, appunto, di inviare il valore di una variabile contenuta nel nostro dataLayer da una pagina ad un'altra?
Nulla è impossibile, per fortuna, e Google Tag Manager ci mette a disposizione uno strumento quanto mai indispensabile proprio per soddisfare questo tipo di esigenza: la variabile Cookie Proprietario.

I cookie e Google Tag Manager

Della variabile 1st Party Cookie, ricorderai, abbiamo già detto qualcosa quando abbiamo parlato delle variabili personalizzate. il suo scopo è quello di leggere e restituire il valore di un cookie di prima parte (ossia, di un cookie prodotto dal nostro host) precedentemente installato sul client del nostro visitatore. Nel caso invece in cui il cookie non venga trovato, la variabile rimarrà indeterminata, assumendo il consueto valore undefined.
Avrai già capito il trucco: se io utilizzo un cookie per salvare il nome di una variabile presente nel dataLayer, potrò poi recuperare lo stesso valore (ed eventualmente riscriverlo nel data Layer stesso) al momento dell'atterraggio nella pagina successiva.
Semplice, efficace, ed assolutamente legale, giacché il cookie in questione, non registrando alcunché di "personale", rimarrà un semplice cookie tecnico, che potremo anche decidere di cancellare dopo l'uso.
Per vedere la cosa nel concreto, facciamo un esempio pratico.

Esercizi di persistenza delle variabili

Diciamo, allora, che voglio verificare l'efficacia specifica del box che hai visto qui sopra, dove sono contenuti i link a tutte le puntate del Corso di Google Tag Manager pubblicate finora.
Il modo migliore sarà, evidentemente, eseguire l'analisi sulla pagina di atterraggio, ed inviare all'evento Visualizzazione pagina una variabile personalizzata che contenga un valore specifico solo se il nostro utente abbia effettuato un click su un elemento del box nella pagina precedente - e non su altri link che pure portino a quella pagina.
L'informazione relativa al click sull'elemento interno al box, pertanto, dovrà essere passata da una pagina alla successiva, e diventare il trigger di una notifica specifica ad Analytics che contenga anche la variabile personalizzata che intendiamo passare.

Primo: analizzare il click

Per fare quanto descritto, ovviamente, la prima operazione da eseguire sarà quella di effettuare un'analisi dei click effettuati sulla nostra pagina di origine per vedere se sono quelli che ci interessano.
Dovremo dunque creare un trigger che scatti solo qualora sia stato effettuato un click su un elemento del box con l'indice delle puntate del corso.
Identifichiamolo, allora, analizzando come al solito gli elementi presenti nel DOM, e scopriamo che il box è facilmente identificabile, poiché ha come Id specifico il valore GTMGuidebox.
google tag manager
Ricorderai di sicuro, a questo punto, quanto abbiamo detto in una scorsa puntata a proposito dell'operatore Matches Css Selector, e di come possiamo utilizzarlo per verificare se un evento occorra o meno su un elemento del DOM il cui progenitore corrisponda allo specifico selettore Css da noi individuato.
Ecco come fare:
gtm configura trigger

Secondo: settare il cookie

Come detto, lo scopo di questo trigger appena creato sarà quello di scrivere sul client un cookie, che indichi alla pagina di destinazione il fatto che ci sia stato un click proveniente dalla GTMGuidebox, ossia dal nostro contenitore con l'indice delle puntate.
A questo scopo, creeremo un tag HTML personalizzato, contenente lo script necessario a creare il nostro cookie.
GTM html personalizzato
Il trigger di attivazione sarà, ovviamente, quello creato in precedenza.
Il semplice script che vedi non fa altro che acquisire la data e l'ora di creazione del cookie, calcolare una scadenza del cookie stesso  cinquanta secondi la sua creazione e scrivere il cookie di nome Provenienza, che avrà come valore GTMGuidebox.
Abbiamo salvato, in questo modo, un valore all'interno del computer del nostro utente. Non ci resta, ora che andarcelo a riprendere.

Terzo: acquisire il valore del cookie sulla nuova pagina

Riassumiamo.
Finora, abbiamo isolato un set specifico di pagine - quelle caratterizzate da avere all'interno del path il riferimento alla guida di Google Tag Manager - ed abbiamo creato un cookie in corrispondenza dell'evento click su uno dei link contenuti nel box della pagina con l'indice delle puntate del corso.
Per fare questo, ci siamo serviti di un tag speciale, il tag HTML personalizzato, utile proprio quando si voglia eseguire del codice all'interno di una pagina del nostro sito in corrispondenza di un particolare evento.
Adesso, dovremo eseguire il percorso inverso: dovremo, cioè, verificare la presenza del nostro cookie e, in caso affermativo, inviare l'informazione a Google Analytics all'interno di una dimensione personalizzata in corrispondenza dell'evento Pageview.
A questo scopo, come detto, ci sarà utilissima la variabile Cookie Proprietario.
Andiamo anzitutto a verificare cosa succede, quando clicchiamo sui nostri link del box GTMGuidebox.
cookie
Se apriamo la nostra console in Chrome, e visualizziamo la schermata Resources > Cookies, ci troveremo davanti alla situazione qui sopra: un cookie dal nome Provenienza, con valore GTMGuidebox.
Sarà proprio questo valore ad essere acquisito in Google Tag Manager, impostando a questo scopo una variabile Cookie Proprietario:
gtm corso
La variabile, naturalmente, sarà utilizzabile nella nostra pagina di destinazione, poiché già presente al momento dell'evento PageLoad.
corso google tag manager
A questo punto, non dovrai fare altro che creare un trigger che si attivi in corrispondenza del caricamento della pagina, ma solo qualora sia presente il valore GTMGuidebox all'interno della variabile Provenienza. Successivamente, dovrai settare un tag Universal Analytics che invii questo valore all'interno dell'evento Pageview in una dimensione personalizzata all'interno del tag.
gtm dimensione personalizzata
Ma tutto questo, ormai, non credo di aver più bisogno di spiegartelo, non è vero?

Continua?

Con l'impostazione dei cookies per trasmettere dei valori da una pagina all'altra di una sessione si chiude questa prima serie di puntate unite sotto il cappello della Guida a Google Tag Manager per il Marketing.
La guida, nel corso del suo svolgimento (è durata tre mesi) ha avuto molti apprezzamenti, pubblici e in privato, che mi hanno fatto oltremodo piacere. Spero quindi sia stata utile a portare molti di voi a scoprire o ad approfondire l'uso di Google Tag Manager per il marketing, e a strutturare meglio la vostra strategia di Web Analytics.
La guida ritornerà, spero, tra qualche mese, con argomenti ancora più complessi e sempre divertenti. Nel frattempo, mi auguro di rivederti ancora su questo blog, sempre con articoli a tema web analytics e web marketing.

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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4 COMMENTS

  1. bellissimo articolo come sempre…

    Scusa Fabio una domanda il plugin social che hai nella sidebar di destra con il numero di contatti come si chiama? è a pagamentO? 🙂

  2. Buongiorno, non conoscevo Google Tag Manager ma sto rimediando 🙂
    Ho già fatto qualche con Tag Manager + Analystics ma mi sono scontrato con il primo scoglio.
    Non riesco a capire come impedire il tracciamento di Analytics quando sono loggato come admin su WordPress. Al momento inserisco il codice di Tag Manager tramite plugin, forse sarebbe meglio inserire codice di tracciamento in functions.php ?

    grazie per questi articoli!

    • Ciao Giovanni, il modo in cui inserisci il codice non ha importanza. Non ho mai provato a fare quello che dici, ma se non ricordo malr wp inserisce dei cookie di sessione quando sei loggato. Prova a utilizzare la presenza di questi cookies come condizione per non far scattare il trigger di pageview.

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