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guida a google tag manager per il marketing
Le così dette Built-In Variables, le variabili generate automaticamente da Google Tag Manager, consentono di svolgere agevolmente il 90% del lavoro base di analisi e tagging di una pagina web, per inviare ai nostri tool di analytics quanto possa essere utile per i nostri obiettivi di analisi.
A volte, però, bisogna spingersi un po' oltre, e lavorare con delle variabili definite dall'utente, che sole ci possano fornire quelle risposte che non sono già insite nell'architettura base di Google Tag Manager.
Normalmente, le variabili personalizzate sono utili per inviare ad Analytics valori particolari, che non sarebbero altrimenti rintracciabili. Pensa, ad esempio, ad prezzo di un prodotto che compare su una pagina e-commerce. Quando qualcuno clicca sul nostro tasto "Acquista", noi vogliamo sapere ovviamente qual è il prezzo del prodotto che sta acquistando, ma questo prezzo non è in alcun modo collegato al pulsante, che è uguale in tutte le pagine. Per acquisire questa informazione e poterla rimandare ad Analytics, allora, avremo bisogno di una variabile personalizzata - nella fattispecie, di una variabile di Elemento DOM.
Molte di queste variabili personalizzate vengono usate solo sporadicamente dagli utilizzatori di Google Tag Manager; altre, invece, sono essenziali quasi in ogni progetto. Su queste ultime concentreremo ovviamente la nostra attenzione.

Cookie Proprietario

La variabile Cookie proprietario restituisce il valore di un cookie impostato dal nostro host in una sessione (o in un tempo) precedente.
In questo sito, ad esempio, io utilizzo il cookie tecnico displayCookieConsent per verificare che tu abbia dato il consenso al banner relativo alla famigerata CookieLaw italiana.
variabile cookie proprietario
Quando tu dai il consenso ai cookies, la variabile cookieConsentVar acquisisce il valore di quel cookie;  in caso contrario, rimarrà indeterminata.

Elemento DOM

La variabile di Elemento DOM è talmente importante, che vi dedicheremo presto una puntata apposita.
Il suo ruolo è quello di restituire il testo contenuto all'interno di un tag HTML identificato mediante Id o mediante selettore CSS.
Utilissima quando vogliamo verificare l'esistenza di un testo o di un tag HTML all'interno di una pagina per far partire un trigger, o quando vogliamo acquisire delle informazioni contenute all'interno di una pagina.

Evento personalizzato

La variabile Evento personalizzato è strettamente inteconnessa con il data Layer. Essa restituisce infatti il valore di un evento creato mediante l'istruzione
 evento personalizzato
inserita ad esempio in un tag HTML personalizzato.
All'evento personalizzato può fare riferimento il trigger di Evento personalizzato.
Quindi: si crea una variabile evento personalizzato; si attiva l'evento nel data Layer e si attiva un trigger legato a quell'evento mediante un trigger di evento personalizzato.

Javascript personalizzato

La variabile di Javascript personalizzato è forse la più usata fra le variabili personalizzate, per un semplice motivo: è la più versatile (ed è anche quella che mi ha costretto a imparare un po' di javascript di base).
Per utilizzare questo tipo di variabile, devi rispettare due condizioni. Primo, devi inserire il tuo script all'interno di una funzione generica; secondo, devi restituire un valore (che sarà il valore che assume la variabile) mediante il comando return.
Se hai seguito tutte le puntate di questo piccolo corso, ricorderai sicuramente che abbiamo utilizzato questa variabile per acquisire il valore del titolo della pagina:
variabile javascript personalizzata
In realtà, le nostre Variabili javascript personalizzate possono fare molto di più.
Un esempio? Guarda allora la funzione qui sotto, tratta da Lunametrics, che utilizza una semplice funzione javascript per calcolare (e restituire) il numero delle immagini presenti in una pagina web:
variabile javascript personalizzata google tag manager
L'estrema versatilità dell'interazione tra javascript e la pagina web che vogliamo analizzare rende questo tipo di variabile un vero atout per chi lavora con Google Tag Manager. Non aver paura di esplorarne le potenzialità!

Variabile di Livello Dati

Si tratta del nome italiano dato alle variabili di data Layer.
Creare una variabile di questo tipo vuol dire acquisire il valore (la chiave) della variabile presente nel data Layer che vuoi acquisire.
Ad esempio, la variabile definita qui sotto acquisisce il valore della chiave gtm.timerEventNumber, che corrisponde al numero delle volte in cui è stato attivato un Timer Trigger (di cui abbiamo parlato nella lezione dedicata agli attivatori).
variabile livello dati data layer google tag manager

Variabile Javascript

Attenzione: Variabile javascript e variabile javascript personalizzata non sono la stessa cosa. Mentre la seconda è una funzione, questa è una variabile globale definita in precedenza, della quale si può acquisire in questo modo il valore.
Un esempio?
Guarda cosa abbiamo fatto in precedenza per acquisire il titolo della nostra pagina web con una variabile javascript personalizzata. Possiamo fare lo stesso (in modo peraltro più efficiente) proprio con una variabile javascript:
variabile javascript
Quando dobbiamo solo acquisire dei valori già presenti nel DOM, insomma, e non abbiamo necessità di operare con le variabili allo scopo di ottenere degli altri valori derivati, allora la variabile javascript potrebbe essere la soluzione più efficiente.

Numero casuale

Fa esattamente quello che dice, generando ogni volta che viene richiamata un numero casuale tra 0 e  2147483647. Ciò vuol dire che, per tirare la monetina, dovrai verificare se la tua variabile è maggiore o minore di 0,5*2147483647.

Variabile evento automatico

Sarebbe una variabile di auto-evento.
variabile evento automatico
La variabile di auto-evento può essere utilizzata per accedere alle caratteristiche di una azione di auto-evento (ad esempio un click, un errore, l'invio di un form).
Nell'impostare la variabile, dovrai pertanto specificare a quale componente del'elemento che ha subito l'evento vuoi accedere. Elemento, ad esempio, accede all'elemento stesso del DOM, o Element URL accede alla URL che caratterizza il collegamento dell'elemento in questione.
La maggior parte di questi componenti sono accessibili direttamente mediante le variabili integrate che abbiamo visto nella scorsa puntata. La variabile di evento automatico, però, è ancora utile qualora si voglia accedere a un attributo non censito da Google Tag Manger, quale ad esempio "title" in una situazione come la seguente:
In questo caso, per poter intercettare il click sul link evidenziato, dovremo ricorrere ad una variabile di auto-evento in grado di intercettare l'attributo Title del tag <a>:
variabile autoevento

Continua...

Con questa puntata si chiude il discorso geneale sulle variabili. Ci torneremo, per spiegare con casi concreti il funzionamento e i vantaggi di alcune di queste. Intanto, nella prossima puntata ci occuperemo di Form.
Stay tuned!

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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2 COMMENTS

  1. Guida davvero ben fatta complimenti Fabio!
    L’avessi letta prima di seguire il corso che Google ha fatto per il tag manager avrei sacramentato, come si suol dire, di meno 😀

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