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guida a google tag manager per il marketing

Se hai seguito correttamente le istruzioni della prima puntata della Guida a Google Tag Manager, dedicata all'apertura del tuo nuovo account, e della seconda, dedicata ai tag di Google Analytics, a questo punto ti troverai con uno strumento in grado di dialogare con GA, costituendo una sorta di ponte tra il potentissimo tool di web analytics di Mountain View e il tuo sito web.

Google Tag Manager e Google Analytics: come avviene il dialogo

In termini quanto mai generici, possiamo dire che l'attività svolta da Google Tag Manager consiste nell'acquisire delle informazioni dal tuo sito web, reagire a degli eventi che occorrono sulle tue pagine e, a determinate condizioni, inviare queste informazioni ad Analytics in uno dei formati comprensibili per quest'ultimo.
Per compiere queste operazioni, Google Tag Manager 2.0 si serve sostanzialmente di tre caratteristiche fondamentali, che ne costituiscono l'architettura, e di uno strato di dati all'interno del contenitore che "viaggia" assieme ad ogni pagina del tuo sito web e ne contiene i caratteri principali: il data Layer.

La visualizzazione anteprima

Per apprezzare visivamente ciò di cui sto parlando, proviamo a dare un'occhiata a uno degli strumenti più importanti (e quello che userai più spesso) di GTM: la visualizzazione anteprima.
Per accedervi, loggati in Google Tag Manager ed entra nel contenitore che abbiamo costruito nel corso della precedente puntata. Poi, in alto a destra, clicca su Pubblica, e quindi su Anteprima:
Google Tag Manager visualizzazione anteprima
Fatto questo, entra nel tuo sito web (o ricaricane una pagina) dallo stesso browser: ti apparirà, in basso, una console di anteprima di Google Tag Manager.
Questo strumento, preziosissimo, ti consentirà, nel corso della tua attività di impostazione di Google Tag Manager, di tener d'occhio gli eventi generati sul tuo sito e le variabili presenti nel data Layer vedendoli esattamente come li vede Google Tag Manager.
Per il momento, utilizziamolo per vedere come è fatta una nostra pagina web secondo GTM.
Carica allora una tua pagina in modalità anteprima, e sulla sinistra nel tuo strumento di anteprima clicca su PageLoad, e nel menu in alto clicca su Variabili. Ti troverai davanti a una situazione del genere:
GTM anteprima data layer

Le Variabili

Vediamo che la tua pagina web comunica delle variabili a Google Tag Manager. Alcune, in modo automatico, come ad esempio la URL o il Path della pagina in cui siamo; altre mediante impostazioni personalizzate, come ad esempio la costante TrackingCode la variabile Titolo Pagina, che ho precedentemente impostato mediante una semplice funzione in javascript nel mio contenitore GTM.
Le variabili saranno il nostro strumento principale di lavoro in Google Tag Manager. Mediante le variabili di evento automatico o auto-evento (che si attivano in risposta ad un evento nel nostro browser, definendone le specificità) riusciremo a dire a Google Tag Manager cosa fare in risposta ad un click o alla compilazione di un form. Mediante le variabili personalizzate, potremo comunicare a Google Analytics delle specifiche aggiuntive (ad esempio in forma di dimensione personalizzata) non presenti nelle impostazioni di base di GTM, e così via.
Le variabili, insomma, saranno il nostro pane quotidiano. Persino il Tracking Code di Analytics, se ci pensi, è stato impostato da noi in forma di costante (un altro tipo di variabile) in modo da averlo sempre disponibile.
Senza variabili, non sapremmo come operare.
Ci occuperemo in modo specifico delle variabili, censendone le principali, tra un paio di settimane.

Gli Attivatori

La parola inglese per attivatore è trigger, grilletto. E, in effetti, un attivatore è uno strumento che serve a "sparare" (fire) nel momento in cui si determinano alcune condizioni da noi impostate all'interno della nostra pagina web o in GTM stesso.
Il trigger, in sostanza, è un oggetto che verifica la presenza nel nostro  ambiente di variabili ed eventi di un match con quanto da noi stabilito. Qualora si determini questo match, l'attivatore trasmette un messaggio a GTM per dire che ha "sparato". Se ci sono degli oggetti (tag) impostati per reagire a quello sparo, questi oggetti si attiveranno a loro volta.

I Tag

Questi oggetti etichetta, i tag, sono dei piccoli frammenti di codice che si attivano, appunto, in risposta a un trigger, che si attiva a sua volta in relazione a una condizione o a un evento che accade sulla nostra pagina web.
I tag possono quindi servire a tantissime cose: ad eseguire delle macro, ad esempio. Nella maggior parte dei casi, comunque, finiranno per attivare uno script di comunicazione con un tool di terza parte (qui abbiamo preso come riferimento principale Google Analytics).
Google Tag Manager è appunto uno strumento che consente di gestire centralmente questi tag, mediante una interfaccia utente, invece di eseguire i processi direttamente sulla tua pagina web.

Tag e trigger in azione: un semplice caso per iniziare

Nelle prossime puntate di questo mini-corso di introduzione a Google Tag Manager per principianti inizieremo a vedere come sfruttare i trigger per trasmettere a Google Analytics l'occorrenza di un evento da utilizzarsi come obiettivo di conversione. Oggi andiamo ancora sul semplice, e iniziamo a lavorare in modo creativo su tag e trigger.
Abbiamo visto nella scorsa puntata come trasmettere in modo indifferenziato a Google Analytics l'informazione che un utente è atterrato sul nostro sito web. In pratica, abbiamo definito un tag di tipo Google Analytics, e abbiamo detto a Tag Manager che quel tag si dovrà attivare ogni volta che il nostro sito trasmette l'evento del caricamento di una pagina web qualsiasi.
Ora, immagina di avere sul tuo sito una pagina di servizio, che utilizzate solamente tu e il tuo staff.
La chiameremo miapagina.php.
Al momento, hai deciso di non voler trasmettere l'attivazione di quella pagina ad Analytics; hai però deciso di inserire comunque il codice di monitoraggio di Tag Manager sulla pagina, perché vuoi comunque riuscire a monitorare in futuro il lavoro del tuo staff.
Vorremo, dunque, dire a Google Tag Manager di non attivare il tag di Analytics quando qualcuno carica la pagina miapagina.php.
Come fare?
Uno dei modi possibili è creare un attivatore (o trigger) che si attivi ogni volta che un utente visita una qualsiasi pagina, tranne miapagina.php.
A questo scopo, andiamo su Attivatori, e creiamo un nuovo attivatore di tipo Visualizzazione di pagina.
Lo chiameremo Analytics Trigger:
trigger
Al momento di definire quando dovrà sparare il trigger, cliccheremo su Alcune visualizzazioni di pagina.
In questo modo, si aprirà una interfaccia che ci metterà in grado di dettare le condizioni per l'attivazione del trigger.
Ricordo che noi dobbiamo escludere solo una pagina: miapagina.php. Per fare ciò, dovremo quindi dire a GTM di non attivare il nostro trigger se il path della pagina è uguale a miapagina.php.
Insomma, dovremo ottenere una condizione come questa:
attivazione trigger GTM
Salviamo il nostro attivatore cliccando su Crea attivatore.
In questo modo, abbiamo creato il nostro primo trigger. Adesso dobbiamo comunicare a Google Tag Manager che questo attivatore dovrà essere il grilletto che spara quando vogliamo che la pageview sia comunicata a Google Analytics.
Andiamo dunque sul nostro tag di Google Analytics (quello che abbiamo creato la volta scorsa) e clicchiamo su Attiva Su:
corso Google tag manager
Si aprirà una schermata come questa:
attivazione tag GTM
Eliminiamo All Pages cliccando sulla X. Quindi clicchiamo su Altro.
In questa schermata, sceglieremo di attivare il nostro tag in corrispondenza dell'attivatore Analytics Trigger, così:
trigger GTM
In questo modo, il nostro tag comunicherà ad Analytics l'evento pageview solo in corrispondenza delle pagine in cui si attiva il nostro trigger: tutte, tranne miapagina.php.

Continua...

Nella prossima puntata iniziamo a fare sul serio: vedremo infatti come funzionano i più importanti attivatori di Google Tag Manager, e quale uso specifico se ne può fare per i nostri obiettivi di web analytics.
Stay Tuned!

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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Ciao! Sono Fabio Piccigallo e quelle che stai sfogliando sono le pagine del mio blog personale, OnMarketing. Oggi mi occupo di web marketing a tutto tondo, con l'esperienza di chi ha lavorato per 10 anni nel direct marketing tradizionale e la voglia di innovare che caratterizza il mercato digitale. Sono un amante dei numeri: per questo ho fondato una web agency all'avanguardia, specializzata nel marketing digitale e nell'ottimizzazione dei flussi di conversione mediante le tecniche più moderne della web analytics. Si chiama OnMarketing.me: se hai bisogno del mio aiuto professionale, contattami pure!

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