CONDIVIDI
Aziende e Blogger: come lavorano insieme? [ricerca]
Capita, ogni tanto, di imbattersi in qualche ricerca Made in USA che immediatamente fa sorgere la domanda: come sarà la situazione italiana?
È, questo, il caso di un recente studio compiuto da GroupHigh sul tema: come funziona il rapporto tra aziende e blogger?
Come lavorano insieme, come si "scelgono", quali benchmark vengono utilizzati per comprendere se il rapporto risulta più o meno produttivo?

Aziende e blogger freelance

Un'azienda che volesse aprire un corporate blog davvero utile allo sviluppo dei propri brand sul suo mercato di riferimento oggi ha solitamente due strade (non necessariamente alternative) da percorrere.
La prima, è gestire internamente i propri contenuti, mediante la creazione di un team apposito o mediante la strutturazione di un team trasversale nei diversi settori dell'impresa. In questo caso, l'azienda costruisce in casa i contenuti e ne cura non solo la pubblicazione, ma anche la distribuzione, magari affidando a partner terzi solamente gli aspetti più tecnici di sviluppo della piattaforma di gestione dei contenuti e quelli legati alla SEO.
La seconda opzione è quella di mantenere in-house solamente gli aspetti strategici della propria attività di content marketing, delegando all'esterno, in outsourcing, la fase di creazione (e magari quella di distribuzione) dei contenuti.
Ultimamente ho letto in una ricerca del Content Marketing Institute che, quantomeno nelle aziende B2B nord-americane, la scelta di costituire un content marketing team dedicato al 100% alla gestione di tutti gli aspetti del content marketing aziendale riguarda solamente il 12% delle imprese, mentre un altro 35% preferisce delegare orizzontalmente le funzioni di content marketing all'interno dell'impresa.
Tutti gli altri, non hanno e in molti casi non hanno in programma di creare un gruppo aziendale, trasversale o meno, dedicato al content marketing: una misura che da sé spiega come la scelta dell'outsourcing sia quanto mai diffusa a nelle imprese americane e - ho il sospetto - ancor di più in quelle italiane, dove il tessuto imprenditoriale è caratterizzato dalla piccola impresa, di certo non favorevole ad investimenti su un personale dedicato esclusivamente alla promozione inbound del brand.
Aziende e Blogger: come lavorano insieme? [ricerca]
Capisci bene come, anche in quella parte dell'imprenditoria più illuminata e propensa a ricorrere a strategie di medio e lungo periodo per la promozione aziendale, quella di andare in outsourcing sia una scelta diffusissima - e anche comprensibile, perché quello del blogger è un mestiere che non si improvvisa.
Allora, tolta la percentuale di chi si rivolge al cugino, al nipote o al ragazzino senza esperienza e capacità per risparmiare anche quel limitato investimento che potrebbe dare un minimo di lustro e credibilità al proprio brand, iniziamo a chiederci: quando un marketing manager si trova a dover scegliere il blogger giusto per supportare la propria strategia, su quali basi lo sceglie?
 

Come ti scelgo il blogger

Di sicuro, non guardano all'Alexa Rank del blog del proprio partner potenziale.
A giudicare da quanto riportato dalla ricerca di GroupHigh (che ha coinvolto 4000 blogger) la metrica più importante dalla quale un blogger viene giudicato è la sua capacità di intessere relazioni online.
Aziende e Blogger: come lavorano insieme? [ricerca]
Le aziende, in sostanza, verificano anzitutto quale sia il "peso" social del blogger con il quale intendono iniziare un rapporto di collaborazione - nella speranza, senza alcun dubbio, che parte di questa visibilità si trasferisca sul brand.
Attenzione, però: il lato divertente della faccenda è che la ricerca della quantità supera per importanza quella della qualità: solo il 50% delle imprese, infatti, si chiede se il blogger in questione annovera tra i suoi seguaci una audience che sia pertinente con il target ideale dell'impresa - il che è quantomeno bizzarro, ma andiamo avanti.

Chi assume il blogger?

Del resto, se guardiamo ai soggetti che reclutano i blogger il quadro diviene subito più chiaro.
I blogger vengono contattati da agenzie, da network che mettono in contatto domanda e offerta e, infine, dall'azienda stessa. Solo che, stranamente, quest'ultima strada sembra la meno percorsa: nella maggior parte dei casi, infatti, i blogger risultano reclutati direttamente delle agenzie.
Riflettici un minuto, e capisci il perché dei dati del grafico precedente.
Aziende e Blogger: come lavorano insieme? [ricerca]
Non è un caso, del resto, che quando chiedi a un blogger: «Da chi vorresti essere contattato preferibilmente?», questi ti risponderà quasi certamente che vorrebbe essere contattato direttamente da un brand, invece che da un intermediario.
Aziende e Blogger: come lavorano insieme? [ricerca]

Come ti giudico il blogger

Allora: sei stato ingaggiato, probabilmente da un'agenzia, per scrivere contenuti su un blog aziendale che probabilmente non c'entra nulla con quanto scrivi abitualmente e con il quale condividi solo una piccola parte della target audience.
Ora, la domanda è: come vieni giudicato? Quali sono le metriche utilizzate dall'impresa per capire se sei proprio tu la persona giusta cui affidare la gestione dei contenuti?
Scommetto che, viste le premesse, hai risposto a questa domanda a colpo sicuro: «Le condivisioni!».
E invece no.
Perché l'impresa, quando si arriva al proprio tornaconto, capisce bene che le condivisioni non sono traffico, e come tali non generano conversioni dirette o indirette.
Senza contare che un blogger noto sui social potrà sempre contare su un gran numero di condivisioni e approvazioni per i contenuti, ma non necessariamente questi arriveranno dal target dell'impresa per cui i contenuti sono stati realizzati.
Aziende e Blogger: come lavorano insieme? [ricerca]
Non è un caso, quindi, che gli imprenditori e i marketer scelgano - quantomeno negli USA - le visualizzazioni di pagina come metrica più importante per misurare il lavoro del blogger che ha scritto un pezzo per il proprio corporate blog.
Tutto il resto - a cominciare dalle condivisioni e dai commenti - ha invece un peso molto relativo. Della serie: non siamo qui per creare engagement, siamo qui per vendere!

E in Italia?

Sarei curioso, evidentemente, di sapere se i miei amici blogger italiani vivono la stessa esperienza di quelli oltre oceano.
Per cui lo chiedo direttamente ai blogger che hanno letto questo articolo: ti riconosci in questo quadro? Qual è la tua esperienza? Lascia un commento!

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

Se poi vuoi rimanere sempre aggiornato, iscriviti subito alla newsletter!

Inserisci qui il tuo indirizzo e-mail:

Delivered by FeedBurner

3 COMMENTS

    • Ebbene sì, mi sono divertito non poco a scriverlo…
      trovandomi peraltro oggi nella posizione dell’agenzia che si trova a dover selezionare i blogger per i propri clienti! 🙂

LEAVE A REPLY