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hai già rivisto i tuoi OKR?

Tempo d'estate, tempo di bilanci, di buoni propositi, di pulizia e revisioni grafiche e di layout.

Si sa: niente come l'estate stimola l'anelito al rinnovamento, al restyling, alle modifiche compiute in nome della miglior chiarezza e della maggior pulizia di campagne di marketing, siti web, blog, persino loghi, a volte.
Peccato, però, che spesso questo giusto anelito si limiti a questioni estetiche e, quando va bene, a miglioramenti in termini di Conversion Rate Optimization - sacrosanti, quindi, ma sempre inseriti all'interno di un framework statico e immutabile di obiettivi e di finalità strategiche il più delle volte inespresse, il più delle volte non formalizzate.
E se, per una volta, quest'estate ci riproponessimo, assieme alle opportune revisioni di layout, anche un ripensamento strategico dei nostri OKR?

Cosa sono gli OKR

No, stai tranquillo: gli OKR non sono affatto nuove divisioni corazzate di fanteria da dispiegare sul territorio per vincere la tua partita a Risiko.
Con OKR si intende invece, molto più semplicemente, i così detti Objectives and Key Results: l'insieme degli obiettivi chiave cui si vuole giungere mediante la propria attività di marketing. Insomma, in altri termini, essi non sono altro che la formulazione in termini di scopo della propria presenza sul web.
Tecnicamente, gli OKR dovrebbero essere la nostra stella polare, il nostro set di obiettivi a partire dai quali tracciare la nostra rotta e iniziare a navigare nel mare del web. Solo che spesso ce ne scordiamo: iniziamo a compilare piani di marketing e piani editoriali a rotta di collo, misuriamo i risultati di ciò che facciamo utilizzando magari le metriche che ci sono più simpatiche e a cui possiamo accedere più facilmente, e ci dimentichiamo che tutto questo aveva uno scopo, che magari si è allontanato nel tempo e dai nostri pensieri così abituati a navigare a vista e senza una direzione certa.

Proviamo a riformalizzare i nostri OKR

Il problema è che non è detto che la nostra tattica sia ancora adeguata alla nostra situazione attuale.
Un po' perché magari, a furia di sperimentare, ci siamo incaponiti ad utilizzare strumenti non più adeguati al conseguimento dei nostri obiettivi strategici.
Un po' perché, peraltro, devo farti un annuncio: anche gli obiettivi strategici cambiano progressivamente, man mano che cambia il framework all'interno del quale la nostra impresa si trova ad operare. Il che, spesso, accade in modo inconsapevole: con il risultato che ci accorgiamo troppo tardi che qualcosa non va.
Il mio invito di quest'estate è, allora: prova a dedicare un po' di tempo, tra una revisione e l'altra del tuo logo, o mentre provi a vedere se quel dato tema si adatta o meno alla tua personalità aziendale, a tirare fuori dal cassetto i tuoi appunti presi tanto tempo fa in relazione ai tuoi obiettivi strategici, e prova a vedere se sono ancora attuali.
Oppure, meglio: dimentica quanto fatto in passato, e prova a scrivere una lista di obiettivi che oggi ti sembrano più adeguati a rispondere alla situazione di mercato della tua impresa. Qual è, oggi, la situazione della tua Brand Awareness? Qual è l'utile marginale che riesci a recuperare da ogni segmento della tua attività imprenditoriale? Quali fasi del processo di conversione ritieni di dover migliorare?
Potresti trovarti a scoprire che continui a investire risorse e tempo in campagne dedicate alla creazione di una brand awareness della tua impresa, quando nel tuo mercato sei ormai più conosciuto della Coca-Cola!

Dagli OKR ai KPI

Ma ovviamente non finisce qui.
Una formulazione di obiettivi di business non serve a nulla, se rimane una mera formalizzazione sterile.
Quali, allora, i passaggi successivi?
Anzitutto, ovviamente, l'individuazione di tutte quelle tattiche e di quegli strumenti che siano davvero utili a sostenere i nuovi obiettivi che hai appena formalizzato.
Bello, vero?
Formalizzare i tuoi obiettivi, tornare agli OKR ti costringe anche a rivedere a valle tutto il processo di creazione della tua pianificazione di marketing: piani editoriali, piani di distribuzione, gestione dei social media, piani di marketing e di advertising. A proposito: sì, ti costringe anche a rivedere le scelte in termini di layout e di Converson Rate Optimization che stai facendo per migliorare la tua immagine coordinata digitale e la tua pipeline di conversione.
Last but not least, la ridefinizione degli OKR porta necessariamente con sé una revisione completa del tuo set di KPI di riferimento.
Il perché è ovvio: ogni OKR è strettamente legato ai suoi propri KPI, che non andranno bene per tener traccia dei progressi compiuti in altri ambiti. Insomma, se il tuo OKR diviene, da ottimizzare l'advertising, migliorare il flusso di conversione interno, è ovvio che i KPI correlati con il primo obiettivo - ad esempio il costo di acquisizione medio - non saranno più in grado di aiutarti nella comprensione dei progressi da te effettuati.
Ad ogni OKR, il suo set di KPI.

Un esercizio per l'estate

Capisci allora perché ti invito a fare questo lavoro di chiarezza approfittando della calma estiva: si tratta di un lavoro complesso, che mette in discussione in profondità tutto ciò che ti stai preparando a fare in autunno.
Ne vale la pena?
Secondo me sì, almeno provarci: se non altro perché i benefici derivanti da una revisione dei tuoi OKR si faranno sentire per un anno intero.
Provare per credere.

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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