CONDIVIDI
content gate
Sui Content Gate avevo scritto qualche tempo fa, in un'ottica di analisi critica della necessità di rendere disponibili i propri contenuti più pregiati dal punto di vista qualitativo (quali ad esempio e-book o videocorsi) solo previa registrazione dell'utente che volesse accedervi.
L'efficacia di questa tecnica di marketing, che prende il nome (come al solito in inglese) di Content Gate, è variamente dibattuta sul web, e conta in egual numero seguaci e detrattori.
Il motivo è molto semplice: entrambe le tecniche - lasciare i contenuti liberi o mantenerli dietro a un form di registrazione - hanno vantaggi notevoli e altrettanti notevoli criticità, a cominciare dalla diffusione dei contenuti stessi.
Una cosa, però, ti posso assicurare: che il Content Gate può essere uno strumento di marketing efficace solo a patto di saperlo usare bene.
Ecco allora tre piccoli consigli da tener presente per utilizzare con successo la tecnica del Content Gate per i tuoi contenuti migliori.

Non spaventare il tuo utente

La comparsa improvvisa di un pop-up contenente un form di registrazione all'interno di un blog o di un sito internet in generale è un evento solitamente inatteso.
In genere, stai navigando su un sito, ad esempio leggendo un articolo, e vedi un banner che ti invita a scaricare gratuitamente un contenuto, magari con un tasto Download in bell'evidenza.
Cliccando, ti appare invece un form di registrazione.
La diffidenza iniziale è assicurata! Questo succede non solo a causa dell'evidente avversione che i form sempre generano nell'utente medio su internet (anche quello più consapevole delle tecniche di web marketing), ma anche per il fatto che l'evento (comparsa del form) non corrisponde all'azione sollecitata  premendo il pulsante (Download).
La pagina o il pop-up che ospitano il form di registrazione devono essere realizzati in modo che la percentuale di conversione (registrazione effettuata) sul totale delle visaulizzazioni sia la massima possibile.
A questo scopo, rassicurare l'utente, fargli capire che il form è proprio della tua azienda e non di un hacker che sta adottando tecniche di phishing diviene fondamentale. L'utente va rassicurato esplicitamente in questo senso, e va ulteriormente rassicurato su un altro punto: che ciò che gli stai chiedendo gli porterà dei benefici reali e non gli creerà alcun fastidio.
Se i dati che richiedi verranno utilizzati per inviare una newsletter, ad esempio, spiegagli di cosa tratterà, e indica la frequenza approssimativa di invio. L'utente saprà in questo modo cosa aspettarsi, e di certo avrà un atteggiamento più favorevole di fronte al form da compilare.

Ricorda ancora una volta cosa c'è dietro al Content Gate

Un classico errore nella gestione delle landing page legate ai content gate è nella genericità. Un esempio? Titoli come "Compila il form qui sotto per scaricare il contenuto richiesto".
Perché non va bene?
Perché, quando si richiede a un utente di compialare un form, le motivazioni che lo spingeranno a riempire le caselle dovranno essere le meno generiche possibili. In altre parole: per ottenere dei risultati, è necessario ancora una volta spiegare nel dettaglio all'utente cosa si perderà, non compilando il form, in termini di qualità dei contenuti.
Per questo, ogni contenuto dovrà avere la sua landing page (o il suo pop-up) specifici, che serviranno a valorizzare i contenuti stessi e a aumentare la loro appetibilità. Il Content Gate, insomma, non deve essere una parete, ma una vetrina, dalla quale deve trasparire il contenuto in tutta la sua irresistibilità.
Solo così, il Content Gate potrà avere successo.

Non perdere di vista l'importanza della tua reputazione

C'è un terzo aspetto che è fondamentale, per ogni utente che si trovi davanti a un Content Gate: l'autorevolezza dell'azienda che propone i contenuti stessi.
Cosa voglio dire? Voglio dire che il Content Gate avrà qualche possibilità di successo solo se la tua azienda si è già distinta per la qualità dei contenuti che solitamente pubblica con libera disponibilità per gli utenti.
Attenzione, quindi a non commettere l'errore di sottovalutare l'importanza dei contenuti che metti a disposizione dei tuoi utenti o clienti: la loro qualità sarà la cartina di tornasole per misurare la tua capacità di produrre contenuti per i quali valga la pena di compilare un form di registrazione.
Ne segue, secondo me, che per potersi permettere la pubblicazione di contenuti dietro a un content gate sarà necessario prima consolidare la propria reputazione e la propria autorevolezza. Iniziare da subito a pubblicare solo dietro a un Content Gate vuol dire, invece, destinare la propria iniziativa al fallimento.

Gate o non Gate?

Che ne pensi dei Content Gate? Ritieni che siano uno strumento utile, o - come dice qualcuno - un male necessario? O pensi che solo la libera circolazione dei tuoi contenuti ti porterà, alla fine, vantaggi dal punto di vista commerciale?
Lascia un tuo commento!

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

Se poi vuoi rimanere sempre aggiornato, iscriviti subito alla newsletter!

Inserisci qui il tuo indirizzo e-mail:

Delivered by FeedBurner

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY