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Il blogger e il coniglio pasquale

Per tutti gli appassionati di cioccolata e simili, Pasqua vuol dire solo una cosa: coniglietti e uova di cioccolato, fondente o al latte, preferibilmente di buona qualità (sempre più rari) e con dentro una sorpresa.

E oggi, vista la vicinanza con la festività, proprio di Pasqua e di coniglietti pasquali ti voglio parlare, ma voglio farlo in relazione a un tema che mi sta a cuore, e sicuramente interessa anche te: il blogging.

Cosa c'entra il blogging con la Pasqua?

Poco, in effetti, se non per un'unica cosa: che il blogger, nella rete, assomiglia sempre più a un coniglietto pasquale.
Parlo, ovviamente, del coniglietto della tradizione anglosassone, il famoso Easter Bunny, che secondo la leggenda va in giro per prati, a Pasqua, distribuendo e nascondendo uova sode colorate: sarà compito dei bambini ritrovare quelle uova e disporle in un cestino, dentro il quale saranno portate a casa ed utilizzate per le celebrazioni pasquali.
Una tradizione bellissima, che le giovani generazioni cresciute nel sincretismo degli ultimi dieci o quindici anni danno per scontata (un po' come Halloween, insomma), e che chi ha la mia età ha probabilmente scoperto grazie alla lettura dei Peanuts di Charles M. Schulz, assieme al Baseball e all'esistenza del Grande Cocomero.
blogger e coniglio pasquale
Snoopy in versione Bracchetto Pasquale in una striscia del 1971

 

Fare il blogger è un po' come fare il coniglio pasquale tutto l'anno: scrivi il tuo articolo, poi inizi a diffonderlo mediante una newsletter, o magari dando notizie della pubblicazione sui social media, sperando che qualcuno nella tua rete veda l'uovo e ne sia interessato tanto da raccoglierlo e magari disseminarlo mediante una ulteriore condivisione.
E non dirmi, tu blogger, che la cosa non ti interessa, che tu scrivi perché ti piace scrivere e non perché ti piace essere letto. È ovvio che ti piace scrivere, altrimenti non lo faresti. Ma ti piace anche farti leggere: se no, terresti un diario sotto il materasso.
Il problema è che ci sono letteralmente milioni di blog e di blogger là fuori: qualcuno scrive (anche) con intenti promozionali (sui blog aziendali, ad esempio), qualcuno (solo) per vera passione, molti - se non quasi tutti - per un insieme delle due cose.
Gli argomenti, i soggetti di cui si parla sono virtualmente infiniti, per cui spesso, nel leggere, ci si concentra sui pochi blog che sono inerenti al proprio e si va poco oltre, più per stima personale verso chi scrive che per reale interesse per ciò che c'è scritto, e si perde in questo modo moltissima carne al fuoco che invece varrebbe di certo la pena di conoscere e valorizzare.

#Adotta1blogger

Per fortuna ogni tanto ci sono iniziative, sui Social Media, che ci aiutano ad ampliare un po' i nostri orizzonti e ad entrare con persone davvero competenti e interessanti, con altri blogger che scrivono di argomenti lontanissimi tra loro e lontanissimi dal tuo, ma che vale davvero la pena di seguire.
Una di queste, recentissima, è stata lanciata su Twitter qualche settimana fa con l'hashtag #adotta1blogger grazie a Paola Chiesa, che l'ha fatta partire con il Tweet qui sotto:

Per forza di cose - fare networking su Twitter è bello, ma sostenere un progetto è francamente più complicato - l'iniziativa si è immediatamente spostata su un gruppo Facebook, ed ha iniziato a lievitare e a crescere felicemente, arricchendosi man mano di nuovi e sempre interessanti coniglietti pasquali (sì, insomma: di blogger) pronti a condividere uno spazio attivo e di crescita.

Perché ti parlo di questa iniziativa?

Anzitutto perché magari ti interessa - e ti rimando, per saperne di più, a questo post di Paola. Poi perché continua a stupirmi, nonostante l'età non più giovanissima e nonostante la lunghissima frequentazione a vario titolo del web, la grande bellezza che c'è lì fuori, anche al di là del proprio orticello e del proprio ambito professionale. Proprio per questo spero che l'iniziativa di adotta1blogger possa estendersi sempre di più, acquisendo nuovi volti e nuovi amici senza perdere il suo spirito originario, quello che Hannah Arendt, nel suo bellissimo articolo Lomino gobbo e il pescatore di perle, aveva definito a proposito di Walter Benjamin come quello del

pescatore di perle che arriva sul fondo del mare non per scavarlo e riportarlo alla luce, ma per rompere staccando nella profondità le cose preziose e rare, perle e coralli, e per riportarne frammenti alla superficie del giorno.

 
Non mi resta, ormai, che augurarti Buona Pasqua e... ricordati: #adotta1blogger!

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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