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DEM e Newsletter: 5 Consigli per un CTR migliore
L'email marketing non passa mai di moda. È talmente semplice, scrivere una email e mandarla a qualche centinaio di indirizzi presenti sul nostro database (o sulla nostra rubrica) che chiunque si sente in grado di farlo.
I risultati poi, a volte, lasciano a desiderare. Perché avviene? Spesso, perché le DEM che noi tutti riceviamo nella nostra cassetta della posta virtuale sono poco interessanti, prive di consumer insight, costruite con scarsa attenzione ai principi base della comunicazione.

Come fare a migliorare il CTR, ossia il tasso di click delle proprie e-mail?

Ecco cinque fattori da tenere sempre in considerazione quando si progetta e si sviluppa una campagna di email marketing o una newsletter informativa.

L'oggetto è tutto

L'oggetto di una DEM può rappresentare tutto il bene o tutto il male della comunicazione che stai inviando. Sembra pazzesco, ma è così: la creatività migliore del mondo, la Call-to-Action più perfetta possono essere vanificate da un oggetto non performante. Il motivo è semplice: se l'oggetto dell'email non è interessante, se non suscita curiosità e voglia di andare avanti, la tua perfettissima email non verrà vista da nessuno.
Che fare allora?
Sicuramente, prendersi il tempo necessario per scrivere un oggetto che sia di effetto. A volte, conviene addirittura partire dall'oggetto e, se ad esempio si vuole sviluppare un teaser, costruire intorno ad esso l'intera comunicazione.
Un oggetto efficace dovrebbe essere lungo una cinquantina di caratteri, e possibilmente essere personalizzato (anche se la cosa non sempre ha dei benefici). Per essere sicuri di cosa funziona, non c'è che un modo: testare. Se hai un database di una certa importanza, separa dei campioni e utilizzali per verificare cosa funziona meglio, prima di estendere a tutti la comunicazione. I risultati di questa tecnica non si faranno attendere.

Ricordati di risolvere dei problemi

OK, l'oggetto della tua DEM è tutto. Beh, quasi tutto. Nel senso che va bene, senza un oggetto scritto con cura nessuno aprirà la tua DEM, però dopo... come li convinci a cliccare?
I contenuti della tua DEM dovrebbero rispondere a delle esigenze.
Chi ha accettato di entrare nella tua mailing list, chi è venuto in contatto con la tua azienda lo ha fatto per un motivo specifico: perché crede che ciò che hai da dire, che le tue offerte, che i tuoi contenuti siano di valore e interessanti per lui. Non smentirlo: ricorda che al centro di un interesse che viene manifestato sui contenuti della tua e-mail c'è sempre un problema che tu hai dimostrato di poter risolvere. Quando pianificherai la tua prossima DEM, quindi, parti dal chiederti: quali problemi della mia target audience sto promettendo di risolvere?

Invia le tue DEM al momento giusto

È patrimonio di saggezza comune che convenga inviare le tue e-mail in determinati momenti e in determinati giorni della settimana, per massimizzare il tasso di apertura e il conseguente tasso di click.
In genere, si sceglie di inviare le DEM di notte o di mattina molto presto, perché in questo caso le e-mail rimarranno nella posta in entrata sul server fino al momento in cui verranno scaricate con la prima posta del mattino. Tuttavia, non è sempre così, e spesso questa regola non funziona nel B2B, quando può essere preferibile inviare le e-mail nel corso della mattinata lavorativa, magari in prossimità della pausa pranzo. Ancora una volta, il modo migliore per sapere come stanno le cose è... testare.
Lo stesso discorso vale per i giorni della settimana. È risaputo che sono da evitare il lunedì e il venerdì, almeno quanto il sabato e la domenica. Tra il martedì, il mercoledì e il giovedì qual è il giorno migliore? Puoi scoprirlo solo testando!

Usa le immagini (ma non solo le immagini)

Ho perso il conto delle volte che ho scritto su questo blog che un'immagine vale più di mille parole. Mai quanto sulle DEM, però, bisogna andarci cauti. Ricorda infatti che molto spesso le immagini delle e-mail non vengono scaricate dai mail client (i programmi come Windows Live Mail, per intenderci): o per risparmiare traffico dati (come nel caso dei cellulari), o per motivi di sicurezza (nel caso di client come Outlook della suite di Microsoft Office, ad esempio). A mio parere, una DEM composta da un'unica immagine, come si vede spesso, rischia di scambiare una migliore resa estetica con una parziale inefficacia, e spesso può essere addirittura filtrata e accantonata come spam, senza giungere mai al destinatario. Cerca quindi di ponderare bene costi e benefici dell'uso delle immagini e, ancora una volta, testa accuratamente prima di sparare a raffica, con il rischio di vanificare tutti i propri sforzi.

Includi una descrizione breve

Molti client, soprattutto se sono web-based (vedi GMail, ad esempio) consentono la visualizzazione di una descrizione breve che si assomma all'oggetto della email. Non esitare a utilizzarla! Sono moltissimi i template di newsletter e DEM rintracciabili su Internet che prevedono questa descrizione breve nella pre-header della e-mail.
Approfittane per scrivere più in dettaglio l'argomento della DEM e quali sono i motivi per cui dovrebbe interessare al tuo target: migliorerai di certo il tasso di apertura!

Conclusione

Sono sicuro che seguire questi semplici consigli non potrà che portare benefici al CTR delle tue DEM e newsletter aziendali.
Questi consigli, e quali altri? Dimmi la tua!

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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3 COMMENTS

  1. Ciao Fabio
    manca una cosa? la CTA: Call To Action finale.
    Se facciamo tutto quello che hai dettagliatamente scritto ma non creiamo la “chiusura” rischiamo di perdere per strada parte del lavoro realizzato avendo molte aperture ma poche conversioni.

    Grazie per l’interessante articolo
    Loris

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