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PMI siti inutili

Il sito web della tua PMI dovrebbe essere una fonte importante di nuovi clienti.

Non lo sapevi?

Se pensavi che i siti web servissero solo a creare una sorta di vetrina in cui la tua PMI può declinare sinteticamente prodotti, servizi e al limite modalità di contatto (meglio telefonico, per carità!), allora devo darti una grave notizia: hai sbagliato tutto.

Un sito web aziendale, soprattutto se l'azienda è una PMI, deve avere uno scopo fondamentale e irrinunciabile (se non addirittura unico): deve essere in grado di attrarre nuovi clienti, produrre nuove opportunità di contatto commerciale, determinare alla fine dei giochi un aumento del tuo fatturato. Se questi tre obiettivi non sono stati raggiunti, vuol dire che il tuo sito web è inutile. Punto.
Quali sono i principali problemi riscontrabili nella stragrande maggioranza dei siti web delle PMI? Vediamoli insieme.

Web Design: come rendere inutile quel poco che c'è

Il design di un sito web è importante. Sempre. Soprattutto, il design dei siti web delle PMI è importante come fattore di web reputation. Il motivo è semplice. Che penseresti di un'azienda che ti fa accomodare in una sala riunioni con pareti scrostate, sedie traballanti e tavoli malfermi? Te lo dico io: penseresti che quell'azienda non è affidabile, che non ha a cuore il rapporto con il cliente, e che probabilmente è meglio cambiare aria. Ecco: questo è esattamente quello che pensano i tuoi potenziali clienti, quando visitano il tuo raffazzonato sito web aziendale.
Un sito aziendale ben curato, dal design moderno e lineare e, soprattutto, responsive (ossia perfettamente consultabile anche con tablet e smartphone), è il primo passo verso la conversione del tuo cliente.
Ma non è tutto. Anche il web design più accattivante è inutile, se non è supportato da Call to Action efficaci. Come speri di essere contattato, altrimenti?
Una recente statistica mostrava che il 43% dei siti delle small business americane non riporta un numero di telefono di contatto, e addirittura il 93% "dimentica" di citare un indirizzo e-mail.


Il tuo ce li ha? Bene, non servono comunque. Un numero di telefono, un indirizzo e-mail servono a poco, se non sono supportati da inviti espliciti ad utilizzarli per favorire il contatto. Sono le Call-to-Action, e non dovrebbero mai mancare in un sito che voglia servire da driver per la conversione dei clienti. Anche il tuo sito, quindi!

SEO, il buco nero delle PMI

La SEO è un altro capitolo disperante, quando si parla dei siti web delle PMI. Non so se questo accade perché il piccolo imprenditore è convinto che internet funzioni un po' come le pagine gialle - per cui a forza di sfogliare, prima o poi il cliente arriverà anche da lui. Il mio sospetto è che nella maggior parte delle PMI nessuno, tra titolare d'azienda, dirigenti e impiegati, abbia la benché minima idea di come funzionino i motori di ricerca e di quali passi si possano compiere per guadagnare visibilità organica con il proprio sito web. Ecco quindi siti che ripetono ossessivamente le stesse quattro keyword in cinquanta parole di bodycopy, convinti che sia la chiave del successo, accanto a siti che scrivono testi del tutto inutili (quando ci sono) o che preferiscono scrivere la totalità dei propri titoli e dei propri contenuti su simpatiche immagini jpg, in modo da renderli più accattivanti (e invisibili per i motori di ricerca).
WEB analytics
Inutile dire che difficilmente l'imprenditore medio si convincerà di investire in SEO, e certamente la relativa lentezza con cui gli interventi di ottimizzazione producono risultati non è un incentivo all'abbracciare questo tipo di marketing.

Metriche? Quali metriche?

Inutile dire che un sito così costruito, senza ottimizzazioni di sorta, senza alcuna Call-toAction, con contenuti scritti magari in modo approssimativo e inseriti in un design improbabile non potrà mai generare alcunché in termini di traffico - per non parlare di clienti.

L'imprenditore che si accorge di questo, invece di cambiare strada, migliorare il proprio sito affidandosi a dei professionisti seri e iniziando a misurare scientificamente i risultati dei suoi inteventi, preferirà abbandonare la partita, smettendo anche di curarsi della quantità di persone che visitano il suo sito web.

La completa mancanza di analisi quantitative dei risultati dei propri sforzi di digital marketing è un fatto fisiologico nelle PMI. Non solo si tende a non misurare l'apporto dei canali al traffico web generato dal proprio sito e l'evoluzione dei visitatori lungo la pipeline di vendita, ma si trascura completamente di dare un valore al ROI della propria attività. In questo modo, anche gli sforzi iniziali più volenterosi tenderanno a poco a poco a lasciare spazio allo scoramento: il sito web della PMI diverrà quindi un'inutile appendice rimasta lì, da inserire sul proprio biglietto da visita e sulle proprie brochure, e utile solo per dire al mondo: ce l'ho anch'io.

Le PMI italiane (ma insisto: non solo italiane) tendono a trascurare completamente la propria identità digitale. È un fatto. Come continuerà questa storia?
Secondo me, continuerà con una lentissima, ma progressiva presa di coscienza da parte degli imprenditori dell'utilità del marketing digitale come fonte di revenue. Una dura lezione che, a mio parere, il singolo imprenditore dovrà imparare non da me o da te, ma dalle uniche persone in grado di farglielo capire: i suoi competitor. E tu che ne pensi?

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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