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come e perché formattare i post su Google Plus

Che Google Plus sia più "raffinato" (passatemi il termine) di Facebook o di altri Social Network lo sapevamo già. La dicono lunga, a questo proposito, una gestione più avanzata delle immagini, un supporto consistente degli hashtag, la possibilità di clusterizzare in modo molto articolato i target delle nostre - per così dire - esternazioni.

Più di ogni altra cosa, però, a mio parere la dice lunga su questa maggiore raffinatezza - e non me ne vorrà sua maestà Carl Zuckerberg - la possibilità di lavorare sui testi ricorrendo alla formattazione.
Google Plus ha tutte le carte in regola per poter diventare, in effetti, una piccola piattaforma di blogging, mediante la quale poter condividere testi anche di decine di righe a proposito di un qualsiasi argomento ci stia al cuore.
In moltissimi, prima di me, si sono soffermati sia sulle regole base della formattazione, per cui le ricordo qui molto brevemente.

Come formattare correttamente un post su Google Plus

Di solito, la letteratura corrente identifica alcuni elementi fondamentali di un post su Google Plus come basi per una formattazione corretta.

1. Titolo

In genere scritto in grassetto (ricordo che per ottenere il grassetto è necessario inserire il testo tra asterischi), dovrebbe seguire le linee guida di tutti i titoli del mondo. Deve, cioè, spiegare e incuriosire. Se stai presentando alla tua community un contenuto - ad esempio un nuovo articolo per il tuo blog - potresti utilizzare lo stesso titolo anche per Google Plus. In alternativa, se ritieni che ci sia un particolare aspetto del post in grado di creare un teaser, o di incuriosire maggiormente il tuo target, non esitare a utilizzare questo come titolo.

2. Testo

È la parte dove sviluppi il tema del tuo post - che sia o meno correlato a un articolo del tuo blog o a un altro contenuto che vuoi condividere con le tue cerchie o le tue community. Scegli il tuo stile, testando cosa è più adatto a te: un riassunto dei contenuti che vuoi far conoscere alle tue cerchie, un estratto del tuo post, un tema specifico tra quelli che affronti, che ritieni possa maggiormente incuriosire una fascia specifica del tuo target... le possibilità sono ovviamente infinite, così come infinite sono le forme che può assumere la scrittura.
Non dimenticare, ovviamente, di inserire due o tre (Attenzione! Non più di due o tre!) hashtag: in questo modo, inserirai il tuo post nel thread delle discussioni che riguardano lo stesso tema.

3. Call to action (eventuale link, domande ecc.)

Come in ogni pezzo di direct marketing, anche i post che pubblichi su Google Plus devono - sottolineo devono - essere dotati di una o più call to action.
Quali sono le call to action che vengono utilizzate normalmente? In genere, le domande: sono fondamentali per creare engagement presso i tuoi lettori, e per stimolare una discussione sui contenuti del tuo post. Poi, ovviamente, l'invito alla lettura, mediante l'introduzione di un link al tuo contenuto.
Ricordati che, allo stato attuale, Google Plus inserisce una correlazione tra i tuoi link e la pagina con i tuoi contenuti solo se inserisci un link univoco.
Attenzione! Inserire più link nello stesso post (ad esempio un invito a pinnare un contenuto) farà sì che questa correlazione venga interrotta, e i +1 ottenuti dal tuo post non si tramuteranno più in altrettanti segnali sociali per la tua pagina. Valuta quindi con attenzione costi e benefici di entrambe le possibilità offerte da Google Plus, in modo da facilitare l'ottenimento dell'obiettivo che ti sei posto.

4. Immagini

Così come i tuoi contenuti, anche i post su Google Plus devono ovviamente essere corredati da immagini significative, e in grado di catturare l'attenzione. Devo davvero spiegarti il perché?

5. Eventualmente, e solo se è il caso, menzione di un influencer

Qui secondo me intervengono almeno tre variabili da analizzare prima di procedere. Le variabili in questione si chiamano: pertinenza, educazione, moderazione. Ergo: se trovi che un tuo post coinvolga direttamente un influencer, che abbia senso attrarre la sua attenzione su un tema che egli tratta approfonditamente, allora può senz'altro valere la pena menzionarlo e condividere direttamente con lui il tuo post. Non farlo continuamente, però, perché a mio parere rischi solamente di renderti antipatico, senza averne nessun beneficio.

Perché formattare i tuoi post su Google Plus

come e perché formattare i post su Google Plus Finora ti ho spiegato come sarebbe meglio formattare un post su Google Plus. È un vademecum volutamente vago: è evidente infatti che ci sono altri mille modi per poter scrivere un testo altrettanto efficace. La domanda che di certo ti starai ponendo è: perché farlo, in fondo? Se scrivere un post diventa un lavorro mediamente complesso, ne varrà la pena?
Ad aiutarmi a rispondere a questa domanda ci ha pensato recentemente Mike Allton, che ha scritto proprio a questo scopo un bell'articolo su SocialmediaHat dedicato proprio all'importanza della formattazione dei post in Google Plus.
Allton ha individuato, nel  suo articolo, ben sei ottimi motivi per lavorare sull'editing dei nostri post su Google Plus nel modo che ho descritto finora. Vediamoli insieme:

1. Si guadagna in visibilità

Sono convinto che te ne sei accorto anche tu. Se vedi un post ben formattato, tendi a soffermartici. Un post formattato emerge dal flusso, attira lo sguardo, favorisce la lettura.

2. Si guadagna in coinvolgimento

Scrivere una buona introduzione al tema trattato spinge le persone a pensare, e quindi a condividere e a commentare. Proprio per questo, una volta che hai scritto il tuo articolo e sei pronto a condividerlo su Google Plus, dovresti soffermarti a pensare in che modo e con quale taglio specifico sia meglio procedere. Copiare e incollare l'incipit del tuo articolo e utilizzarlo per introdurre il tuo post può funzionare, a volte, se nell'introduzione sei stato particolarmente bravo a far emergere il tema portante del tuo articolo. In alternativa, ti conviene prenderti ancora dieci minuti per pensare a quali temi potrebbero essere più interessanti e in linea con il target specifico del tuo post (se pubblichi su community differenti, ad esempio).

3. Il valore degli influencer

Dicevo della menzione degli influencer come possibile completamento efficace di un post su Google Plus. Attraverso questa tecnica è infatti possibile guadagnare in reputazione e in visibilità (nel caso in cui l'influencer in questione decida di premiare il tuo post con un +1 o con una condivisione). Il "guadagno" maggiore, tuttavia, è nella possibilità di creare una relazione forte con persone che possono aiutarti a crescere sia in professionalità, sia in visibilità. Non male, vero?

4. Il valore degli hashtag

A che servono gli hashtag nei post su Google Plus? Servono, né più né meno, a quello che servono tutti gli hashtag del mondo: a creare dei thread, delle trame che leghino a filo doppio i tuoi post con altri correlati dal punto di vista tematico.
Gli hashtag ti danno insomma la possibilità di aumentare la visibilità dei tuoi post e di conferirgli una audience più grande rispetta a quella che avrebbe senza hashtag. Non dimenticarlo mai, e scegli i tuoi hashtag con oculatezza e, come sempre, massima pertinenza con i contenuti che stai veicolando.

5. Il valore delle cerchie

A che servono le cerchie? Ovviamente, a stabilire molteplici target sulla base della pertinenza dei contenuti condivisi. Ma non solo. Mike Allton suggerisce un'altra modalità di lavoro con le cerchie: quella di creare liste di distribuzione dei propri contenuti mediante il classico meccanismo dell'opt-in. In sostanza, mediante le cerchie è possibile creare dei Notification Circle, come fossero liste di iscritti alle newsletter, che riceveranno per l'appunto una notifica tutte le volte che produrremo dei contenuti adeguati. Il meccanismo dell'opt-in, evidentemente, è fondamentale in questo caso: solo così eviteremo di fare una vera e propria attività di spamming quando cliccheremo il fatidico checkbutton "Manda una e-mail alle tue cerchie". Altrettanto evidente è il vantaggio in termini di visibilità dei nostri post.

6. Il valore di Google Plus

Allton fa notare giustamente, in conclusione, che Google Plus è per sua stessa natura più "conduttivo" di discussioni e conversazioni di qualsiasi altra piattaforma Social. Alzi la mano chi pensa il contrario!
Uno dei motivi fondamentali di questa attitudine è proprio nelle possibilità di formattazione che la piattaforma offre ai propri utenti. Ci hai mai pensato? Usare solamente il testo per creare attenzione su Facebook può essere molto difficile, proprio a causa della impossibilità di formattare a proprio piacimento i contenuti, creando priorità di lettura, sottolineature, enfasi particolari su parti del discorso. È proprio per questo, del resto, che è agevole creare dei post da decine di parole su Google Plus, mentre su Facebook sarebbe una follia.

Il valore di una ricetta

Scrivere il post "perfetto" è piuttosto semplice dal punto di vista formale. Scrivere contenuti interessanti e di qualità, che possano generare engagement ed essere più volte condivisi e commentati e un'altra cosa. Di certo, le tecniche che ho elencato, grazie anche a quanto scritto da Mike Alton, non potranno che essere di sostanziale aiuto.
Adesso tocca a te! Prova a sperimentare, e a verificare se effettivamente il tuo tasso di engagement salirà mettendo a frutto questi suggerimenti. E mi raccomando: poi non mancare di farmi conoscere i risultati!

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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