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6 brutte abitudini di social media marketing che dovresti rivedere quanto prima
La comunicazione aziendale non si improvvisa. Soprattutto quando si tratta di mezzi relativamente recenti, la voglia di provare nuovi strumenti e nuove modalità di utilizzo commerciale può portare a rendersi antipatici senza volerlo, e a determinare un deterioramento costante della propria immagine aziendale senza nemmeno rendersene conto.
Non dico naturalmente che tutte le cattive abitudini che incrociamo sul web (e particolarmente sui social media) abbiano effetti devastanti. La maggior parte, anzi, è appena fastidiosa. "Fastidioso", però, non è comunque un aggettivo che vorremmo vedere associato alla nostra immagine aziendale, non è vero?
Vediamo allora alcune di queste brutte abitudini, che sicuramente anche tu avrai incontrato più di una volta.

1. Diffondere costantemente messaggi commerciali

Hai presente quelli che, appena inizi a seguirli su Twitter, ti mandano immediatamente un Direct Message in cui ti invitano a visitare il loro catalogo online? Le variazioni sul  tema sono infinite, naturalmente, ma l'atteggiamento è comune: è quello del commesso che ti assale non appena metti piede nel suo negozio per informarti dello sconto su quella linea di prodotto o della promozione su quell'altra. Il problema è sempre lo stesso: ci si scorda che lo scambio sui social media è Human-to-Human, e che il Social Network non è un canale televisivo fatto per far girare i nostri commercials a basso costo mentre ai contenuti pensano gli altri.
Nessun messaggio commerciale, dunque? Non dico questo. Dico però che i messaggi commerciali devono essere una minima parte del totale dei messaggi che inviamo (c'è chi suggerisce l'applicazione in questo campo della legge di Pareto: 20% messaggi commerciali e il resto contenuti), e che di certo quando ci si indirizza a una persona (ad esempio per un messaggio di benvenuto), è bene mantenere un profilo meno aggressivo, per sviluppare solo in seguito la parte commerciale come logica conclusione di un percorso conversazionale.
"Be Personal" è il mantra del social media marketing: non dimenticartelo mai.

2. Ignorare le richieste dei propri interlocutori

Credo che nulla possa dare più fastidio di una richiesta inevasa. Immagina: entri nella pagina Facebook di un'azienda, chiedi chiarimenti su un loro prodotto (o peggio ti lamenti per un malfunzionamento, ad esempio) e non ottieni alcuna risposta. Quale sarà l'opinione che hai maturato di quel brand? Certo: ti sei risposto da solo.
Le persone che ci seguono, che ci interpellano, che parlano con noi sono il motore del nostro Social Media Marketing, la risorsa che lo rende efficace. Tributiamo loro il giusto rispetto. Cerca sempre di rispondere ai tuoi interlocutori, e di farlo nel minor tempo possibile. Ricorda che la maggior parte delle persone, quando ti interpella sui Social Media, si aspetta che la risposta arrivi in minuti, qualcuno in ore, ma certo mai in giorni o in settimane!

3. Scrivere male

Prima di inviare un post, controlla tre volte com'è scritto. Anche nelle piattaforme dove è prevista la possibilità di correggere un messaggio... ex post (scusate il gioco di parole) spesso il fatto che c'è stata una modifica viene reso visibile, e questo a mio parere non depone mai bene.
Un po' di accuratezza ci salva da molte figuracce: utilizziamola nelle nostre attività.

4. Compensare eccessivamente le nostre assenze

"Ehi, sono entrato nella pagina Facebook aziendale, è ferma da un mese. Metti subito una decina di messaggi, così facciamo vedere che è attiva!".
Personalmente, quando entro in una pagina Facebook di un'azienda, la prima cosa che controllo (per deformazione professionale) è la distribuzione temporale dei messaggi. È abbastanza tipico, infatti, che se in un'impresa non c'è una programmazione di marketing efficace, con personale dedicato che ci lavori, i social media vengano trascurati non appena ci sia un picco di lavoro su altri fronti più "produttivi". Così vediamo voragini di tre mesi in cui non succede nulla (e in cui evidentemente perderemo una parte importante dei nostri followers), alternati con momenti di euforia in cui troviamo decine di messaggi concentrati in poche ore o in pochi giorni. Ecco: se pensi che questo sia un buon modo di fare Social Media Marketing, è ora che cambi opinione.

5. Riempire i messaggi di hashtag

L'euforia da hashtag è un male del nostro tempo: è universalmente risaputo.

Lo streaming di tweet che vedi qui sopra è diventato tempo fa una vera e propria barzelletta su Google+, ma è solo uno dei mille esempi possibili. Intendiamoci: che gli hashtag siano fondamentali per creare maggiore engagement è risaputo, e l'ho anche scritto più volte in questo stesso blog. Come al solito, però, est modus in rebus, e non bisogna mai perdere il senso della misura. Il rischio lo vedi da solo.

6. Usare troppi social share widget

Hai mai condiviso qualcosa su Yelp o su Brainify, o magari su Digg? No, vero? Allora evitiamo di inserire queste possibilità inutili sui nostri blog aziendali. Credimi: non perderai Engagement, e chi vorrà condividere qualcosa su Facebook o su Twitter troverà più facilmente la sua strada.
Stai controllando il tuo sito e le tue pagine aziendali sui Social Network? Hai in mente altre brutte abitudini che vorresti segnalare?
Lascia qui sotto i tuoi commenti, e... non dimenticare di condividere anche questo articolo, se ti va.
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CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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