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Le aziende e i social network

Chi ha bisogno davvero dei Social Media?

Tutti noi, certo. Come faremmo altrimenti ad entrare in contatto con i nostri amichetti delle elementari perduti per sempre?
Riformulo, prima che qualcuno pensi seriamente di chiamare la neurodeliri: chi ha davvero bisogno dei Social Media in ambito business?
Si potrebbe pensare, di primo acchito, che i Social Media possano rivestire un ruolo fondamentale per la diffusione del brand e la comunicazione secondo le logiche del Direct Advertising solo per le grandi e grandissime imprese - quelle che normalmente vengono definite Top Brands, le regine del mercato.
Per quanto possa sembrare bizzarro ad alcuni (ma non certamente a chi lavora in questo settore), a poter veramente beneficiare dei Social Media sono soprattutto le PMI, ossia le piccole e medie imprese, sia nel settore consumer sia - persino! - nel Business to Business.
Sono proprio le PMI, infatti, a poter trovare nel Social Media Marketing uno strumento valido e tutto sommato a buon mercato per raggiungere la propria target audience, aumentare la propria visibilità a discapito dei competitor, guadagnare clienti mediante la propagazione virale dei pareri positivi attorno ai loro prodotti.

PMI e Social Media: è tutto semplice?

Ovviamente no. Il contrappasso di questo stato di cose è che sui Social Media tutto quanto abbiamo descritto può accadere, ma può accadere anche, al contrario, che la PMI si scontri con difficoltà insormontabili che sono anzitutto difficoltà a comprendere quali sono per le PMI le potenzialità dei Social Media come strumento di Marketing e a capire qual è il modo corretto di utilizzarli per massimizzare l'impatto sul proprio business. Sono, queste, difficoltà che possono divenire vere e proprie mine vaganti per la propria impresa, rischiando di attaccarne pesantemente la reputazione la credibilità.
Vediamo allora quali sono le "trappole" nelle quali le PMI cadono più facilmente quando intraprendono la strada del Social Media Marketing.

 

Profili incompleti e scritti male

È un caso tipico. Nell'impresa si inizia con tanta voglia di fare, e davanti al primo form da compilare si rimanda la stesura del proprio profilo ad un secondo momento - «intanto vediamo come funziona».
Ci siamo cascati tutti, vero?
È una cosa normale, soprattutto se non conosciamo ancora il modo in cui il nostro profilo viene esposto e propagato all'interno del o dei Social Media che abbiamo prescelto come piattaforme aziendali. Il problema è che poi quel tempo necessario per rimettere in sesto il nostro profilo e dargli un senso di marketing non lo troviamo mai: le risorse sono poche, si riesce a malapena a postare qualcosa. Così, alla fine, il profilo "provvisorio" diviene definitivo, e rimane come nostro biglietto da visita (incompleto e arrangiato) sui Social Media. Una prospettiva decisamente da evitare.

Vendita, vendita, vendita!

Quello del profilo non è, naturalmente, il principe dei problemi. Peggio ancora è non comprendere affatto come funzionino i Social Media, e immaginare che l'interazione della nostra target audience sia pari a quella che c'è davanti a uno schermo televisivo ove scorrano per un tempo infinito le nostre ads. Naturalmente, non c'è nulla di più sbagliato, e in queste condizioni la perdita di followers e di engagement per la PMI che si è affacciata nel mondo del Social Media Marketing è un fatto fisiologico.
L'attività sui Social Media deve essere un'attività di Content Marketing: tesa, quindi, a creare e condividere contenuti che possano essere di qualche utilità per il nostro pubblico. Il primo risultato a cui la PMI che si affaccia nel mondo del Social Media Marketing deve tendere sarà pertanto la crescita della propria audience e l'aumento del livello di advocacy (o di interazione sociale che dir si voglia) dei nostri contenuti. A quel punto sarà possibile instaurare un dialogo con il nostro target che possa portare, in prospettiva, all'incremento del nostro business.
Strada lunga?
Sì, e priva di scorciatoie.
Però è l'unica che funziona.

 

Automazione: quando il troppo stroppia

Intendiamoci: non sarò certo io a dire che si può fare a meno completamente di processi automatici nell'alimentazione dei Social Media per il Marketing delle PMI.
Il problema è che l'automazione funziona bene fintanto che è trasparente per chi legge i nostri messaggi. Insomma, schedulare i nostri messaggi, programmare i nostri post nelle ore che ci sembrano più indicate va bene.
Scrivere messaggi automatici di ringraziamento o di risposta, ad esempio su una menzione, va molto meno bene.
Utilizzare piattaforme che fanno cross-messaging (ad esempio pubblicando su Linkedin quanto abbiamo scritto su Google+, o utilizzando Facebook come cassa di risonanza dei nostri tweet) potrebbe essere addirittura deleterio. Come al solito, il consiglio è quello di provare, testare, verificare ciò che porta engagement e ciò che invece ci crea danno, e tagliare senza pietà i rami secchi.

Mancanza di finalizzazione dei contenuti

Credo di aver ripetuto almento 500 volte, in questo blog, un concetto che secondo me è la chiave di volta del Content Marketing  e del Social Media Marketing: [highlight]tutto ciò che facciamo deve essere finalizzato ai nostri obiettivi di business[/highlight].
Nulla sfugge a questa regola.
Se produciamo moltissimi contenuti, ma non siamo capaci di dargli una funzione, rischiamo senza meno di perdere tutta la nostra credibilità come azienda, PMI o Corporate che sia.
Non è facile, naturalmente, rimanere coerenti e focalizzati su questi obiettivi quando abbiamo decine e decine di post pubblicati. Il rischio è di essere ripetitivi e di perdere progressivamente engagement. Tuttavia, è meglio correre questo rischio che correre quello di vedere la propria credibilità offuscata. Lo ripeto, quindi: siate certi che tutto ciò che la vostra azienda pubblica sui Social Media vada a rafforzare la vostra credibilità e che la vostra audience sia in grado di stabilire una connessione tra ciò che scrivete e i vostri obiettivi di business.

Conclusioni

Fare Social Media Marketing vuol dire, per un'azienda, un continuo monitorare i risultati delle proprie attività e un continuo affinamento dei contenuti, a partire dal proprio profilo per finire con l'ultimo dei tweet. Nulla, come sempre, deve essere lasciato al caso e, soprattutto, nulla deve essere lasciato a se stesso, cullandosi dietro alla prospettiva che si abbia programmato tutto nel migliore dei modi.
Fare Social Media Marketing, sia per le PMI che per le grandi Corporate, è un lavoro faticoso, non c'è dubbio. Il premio è, però, la credibilità della nostra azienda e la costruzione di relazioni stabili e durature con i nostri clienti.
In questi tempi di crisi, credo non vi sia risultato migliore cui ambire.
Non lo pensi anche tu?

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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