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Panda 4.0: come nutrire l'ultimo nato di casa Google

Abbiamo assistito, a maggio 2014, a un lieto evento consumato nello zoo di Google. È nato un nuovo Google Panda: la versione 4.0 del noto algoritmo di ricerca e ranking firmato dal più importante sito internet al mondo.

Google Panda e la tua SEO

Il nuovo Google Panda 4.0 porta con sé, a mio parere, qualche buona notizia per il mondo del Content Marketing, soprattutto in relazione alle Piccole Imprese "virtuose": quelle, cioè, che hanno capito che è ora di mandare in pensione il nipote smanettone (o il "Cugggino" di un mio recente post) per far posto a dei professionisti della comunicazione.
Il varo di Google Panda 4.0 rappresenta infatti un primo tentativo di Google di ammorbidire il proprio approccio all'analisi dei siti web, per consentire proprio ai siti web delle piccole imprese che siano dotati di contenuti di alta qualità di scalare la SERP e guadagnare i posizionamenti che meritano. Non abbiate timore: Google Panda continuerà contestualmente a penalizzare fortemente i siti web con pochi contenuti per impedirgli di raggiungere posizioni elevate, così come cercherà di penalizzare chi usa tattiche di dubbia efficacia e ancor più dubbia moralità per comparire ai primi posti sulla SERP - parlo, evidentemente, dei "trucchetti" da Black Hat SEO, come il keyword stuffing, il cloacking o il testo invisibile.
Google Panda 4.0, in sostanza, continuerà il lavoro già iniziato da Google con le ultime release dei propri algoritmi di analisi per cercare di ripescare, nel mare del web, i siti che cercano di offrire contenuti validi e pertinenti, senza duplicazioni inutili, copie di testi rubati altrove, keyword inutilmente infilate nei testi  non in relazione con il contenuto principale del sito.

Chi trae vantaggio da Google Panda

Avrete capito, a questo punto, chi sarà contento di questo nuovo update. Lo saranno tutti i marketers delle piccole e medie imprese che hanno creduto nel Content Marketing e nei vantaggi offerti dalla creazione di contenuti di qualità, nell'aggiornamento delle proprie pagine, nella pertinenza generale dei propri testi, nella cura certosina dell'alberatura del proprio sito. I siti fatti per dare la migliore user experience ai propri clienti, insomma, saranno quelli che, nelle intenzioni di Google, dovrebbero trarre beneficio da questo nuovo nato di casa Google.
Chi dovrebbe invece temere, saranno le imprese - in genere medie o grandi - che si sono illuse di poter mantenere all'infinito un vantaggio di posizione dovuto al proprio peso nel business. Soprattutto per loro, ma anche per le piccole imprese che vorranno cercare di emergere investendo finalmente in modo serio sulla propria comunicazione digitale, ribadiamo quali sono i principi cardine per domare il... Google Panda, e migliorare la resa SEO del proprio sito.

Domare il Google Panda

  1. Scrivere contenuti di qualità, che siano originali, pertinenti, aggiornati. Un blog normalmente ha tutte queste caratteristiche, ma non dimenticate: non basta scrivere, si deve anche finalizzare quanto si scrive al proprio business. Su questo tema gira il 70% dei contenuti di questo blog: se non lo avete fatto, dategli un'occhiata...
  2. Indirizzare al meglio la vostra SEO. Se la densità delle vostre keyword fondamentali è dello 0,1%, siete nei guai. Se è del 10%, pure. Ricordate che le keyword devono essere inserite naturalmente nel testo, e comparire possibilmente nei titoli e nei contenuti, ma senza esagerare. Una densità intorno all'1% credo si possa considerare valida per un posizionamento organico di tutto rispetto.
  3. Farsi conoscere per ottenere backlinks. I backlink sono oggi il sale della SEO. Un backlink comprato, però, può mettervi nei guai. Volete ricevere dei Backlinks? La risposta è sempre la stessa: scrivete contenuti di qualità, e siate bravi a diffonderli sul web mediante un'azione di Marketing che abbia le sue fondamenta nei vostri contenuti. Non è una scorciatoia: è una strada lunga è complessa, ma è l'unica che vi porterà, alla fine, dei risultati stabili.
  4. Utilizzare i meta tags. I meta tags sono lì apposta per spiegare a Google di cosa parla il vostro sito, chi è l'autore degli articoli sul vostro blog, qual è il titolo che volete far comparire nella SERP. Utilizzateli in modo intelligente, e la vostra SEO ne trarrà benefici!

Aggiornamento del 29 settembre 2014 - Google Panda 4.1

È di questi giorni la notizia di un ulteriore aggiornamento dell'algoritmo di Google, che quindi è attualmente nella versione Panda 4.1. Mi pare, da quanto leggo, un ulteriore passo compiuto da Google in direzione di premiare i contenuti di qualità. L'aggiornamento, infatti, sostanzialmente tenderà a penalizzare siti con contenuti poveri e con poche decine di parole a beneficio delle pagine - ritenute evidentemente più informative e di qualità - ricche di contenuti validi.

Quanto ai modi per "domare" Panda 4.1, coincidono, mi pare, con quelli già indicati qui sopra per Panda 4.0. Premiamo la qualità!

Il Panda, si sa, è un animale in via di estinzione, e di difficile riproduzione.

Salvate un Google Panda virtuale, dategli da mangiare contenuti validi. Solo così potrete domarlo, e trarre il meglio dalla vostra esperienza Online!

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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