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Content Marketing: come trasformare il lettore in cliente

Content Marketing, questo sconosciuto.

In questo blog ho iniziato a parlare di Content Marketing ormai qualche tempo fa, e ormai è acclarato (spero) come tracciare una strategia, buttare giù un piano editoriale, strutturare un registro che possa contenere le nostre idee, le nostre mind maps, i nostri appunti su quello che diverrà il nostro prossimo post.
Il problema, ovviamente, è che la pubblicazione di contenuti di qualità può essere la condizione necessaria e sufficiente, al limite, solo per un blog personale come quello che state leggendo ora, dove sarò felice di accogliere un vostro commento e una vostra condivisione come attestato di stima personale o di interesse suscitato per i contenuti di un articolo.
I blog aziendali sono un'altra cosa, perché, come ormai sappiamo, la strategia che li anima è più articolata e complessa, e il loro scopo principale deve rimanere quello di alimentare il funnel di conversione ovvero, detta fuori dal gergo di marketing, di trasformare il lettore in cliente. 
Tuttavia, ottimizzare il blog aziendale per la conversione dei lettori in clienti può essere una pratica a volte difficile e lunga, che richiede l'uso di tattiche ben precise (come ad esempio il Keyword Mapping) che nulla possono lasciare all'immaginazione.
Vediamone qui insieme tre che, pur costituendo un po' la base di qualsiasi blog aziendale, vedo spesso trascurate dai più.

Trasformare il lettore in cliente. 1 - Gestisci i feedback

Cosa succede quando un nuovo lettore si affaccia al tuo blog e decide di lasciare una traccia, magari attraverso una condivisione, un commento o - nel migliore dei casi - una sottoscrizione alla tua newsletter?
Spesso nulla, soprattutto nei blog aziendali. Commenti, condivisioni, iscrizioni vengono lasciate a se stessi, senza generare risposte di alcun tipo. A me è capitato di recente di notare in un blog una citazione di un mio articolo (grazie) con un errore di sintassi nel link (mancavano i due punti dopo http). Scrivo un commento per ringraziare e per far notare l'errore, che peraltro riguardava un altro paio di citazioni oltre a quella del mio blog, e non ottengo risposta alcuna. Boh?
Ora, va da sé che ringraziare per una condivisione o per un retweet (quando possibile, ovviamente), è anche e forse soprattutto questione di educazione: in fondo, chi condivide - avendo un'audience di 10 o 10.000 followers, non importa - sta facendo un grosso favore alla nostra Brand Awareness. Va da sé anche che rispondere prontamente (senza far passare le settimane) a qualsiasi commento, anche solo per ringraziare e per dichiararsi d'accordo, è non solo questione di educazione, ma anche e soprattutto di intelligenza di marketing.
Ma che succede se il nostro lettore decide di alzare il livello di contatto affidandoci parte dei suoi dati personali (ad esempio il suo indirizzo e-mail)?
Spesso, nulla. Eppure una e-mail di ringraziamento, più personalizzata possibile, che spieghi anche al cliente qualcosa in più della tua azienda, è un'opportunità imperdibile per migliorare la tua visibilità, così come lo sono le newsletter e le e-mail promozionali che veicolino particolari sconti o servizi. Ancora una volta, si vede qui la differenza tra un blog aziendale e un blog personale. Se ti abboni alla mia newsletter indicando il tuo indirizzo e-mail in calce a questo post, riceverai una notifica tutte le volte che su OnMarketing esce un nuovo articolo. Null'altro (giuro).
Se fai lo stesso su un blog aziendale, dovresti ricevere aggiornamenti periodici che mettano insieme più articoli e anche contenuti promozionali (messi in modo discreto, ovviamente) e siano dotati di Call to Action molto evidenti.
In caso contrario, qualcosa non è stata fatta correttamente, e non sarà in grado di convertire nulla e nessuno.

Trasformare il lettore in cliente. 2 - Inserisci le Call to Action

Ecco, appunto: parliamo di Call to Aaction. Cosa facciamo quando pubblichiamo un post sul nostro blog aziendale? Ma è ovvio! Lo corrediamo di una call to action pertinente.
Diamo per scontato che qualsiasi cosa noi scriviamo sul nostro blog sia immediatamente riconducibile alla nostra attività - in caso contrario, ti invito a leggere il primo capitolo del mio tutorial su come sviluppare un Content Marketing Plan sensato.
Chi legge un tuo articolo di informazione o approfondimento di un tema legato al tuo business lo fa il più delle volte per interesse professionale. Dagli modo, quindi, di ricevere più informazioni su quello che fai, sia attraverso link a contenuti pertinenti, sia mediante l'invito al contatto diretto. Ricorda che tutto ciò che è situato nella parte superiore dello schermo - ciò che gli americani chiamano "above the fold", prendendo in prestito un termine da direct mailing, verrà letto il doppio delle volte di ciò che è situato in basso.
C'è però una regola importante da considerare: [highlight]il target della tua call to action dev'essere strettamente correlato con ciò che è scritto nell'articolo che la veicola[/highlight], altrimenti starai vendendo ghiaccio ai pinguini!
In questo modo, puoi essere sicuro che, se non immediatamente, prima o poi chi ha bisogno dei tuoi servizi e vorrà contattarti troverà il percorso più facile per riuscirci. La regola fondamentale per una call to action efficace è: far fare al tuo potenziale cliente meno fatica possibile per passare dalla lettura dei tuoi contenuti alla visualizzazione del tuo prodotto.

Trasformare il lettore in cliente. 3 - Non dimenticare i Social Media

I Social Media rappresentano oggi la cassa di risonanza più grande del mondo per la promozione dei prodotti della tua azienda - a patto che tu li sappia utilizzare bene. Ciò vuol dire, naturalmente, sviluppare e gestire delle pagine aziendali (pagine, NON profili!!) in modo intelligente e creativo. Vuol dire anche, e soprattutto, incoraggiare la condivisione sociale dei tuoi contenuti.
La condivisione sociale non è mai da trascurare: è il sale della tua strategia di Content Marketing, ciò che ti consente di amplificare il tuo Marketing Reach secondo modalità inimmaginabili solo dieci anni fa. Condividere i tuoi contenuti e utilizzare delle Call to Action specifiche per invitare i tuoi lettori a fare altrettanto non è mai una perdita di tempo: è ciò che renderà efficace tutto ciò che hai realizzato, e farà conoscere oggi il tuo brand ai clienti di domani.

Ora è il tuo turno

Un blog aziendale che possa dirsi efficace deve avere anzitutto contenuti di qualità, e una struttura interna orientata a favorire le conversioni. Questo è assodato. I contenuti non supportati da una strategia di marketing, da una cura del contatto con il potenziale cliente, da Call to Action efficaci e da una gestione strutturata dei social media rischiano però di essere sterili, perché non portano all'obiettivo: far diventare il tuo lettore un nuovo cliente.
E tu, come curi il tuo blog aziendale?

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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