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aziende e social network: come dare valore al proprio brand

Perché stiamo sui social network?

Ah, certo. Lo so, per riconnetterci con gli amichetti delle elementari.
Riformulo: perché stiamo sui social network a livello professionale?
Personal Branding, certo. Se sei un freelance, questo è soprattutto vero. Se hai un'azienda, o fai marketing in un'azienda, a questo obiettivo si associa il Content Marketing, la ricerca di autorevolezza e Brand Awareness per il proprio marchio.
Chi ha un rapporto professionalmente maturo (stavo per dire intelligente) con i social network, capisce che c'è un altro motivo fondamentale per cui è bene esserci.

I social media e il rapporto con le persone.

Scusate, scendo nel banale. Però ritengo che nulla come lo scambio di idee con colleghi di altre realtà che fanno il tuo stesso lavoro o lavori complementari al tuo favorisca una crescita della propria professionalità e del proprio business, soprattutto se si ha la modestia di capire che tutti sono in grado di darci qualcosa e che - perché no - siamo in grado di dare qualcosa indietro un po' a tutti.

Aziende e Social Network: come verificare nuove idee

Raccontava Lois Geller, in un articolo uscito qualche tempo fa su Forbes, come nel gennaio del 1962 i Beatles, ancora sconosciuti, avessero fatto un'audizione per la casa di edizioni musicali Decca alla presenza di un funzionario americano di nome Dick Rowe, che decise di non scritturarli perché quel genere di gruppi musicali, a suo dire, era sulla strada del tramonto.
Mi chiedo, conclude la Geller,

che cosa sarebbe successo se Dick Rowe avesse chiesto a qualche ragazzina di presenziare con lui all'audizione. Che ci sarebbe stato di male?

Eppure Rowe non lo fece, e le cose andarono nel modo che sappiamo. Il fatto è che nessuno di noi, per quanto grande sia la nostra esperienza e la nostra professionalità, può pensare di avere in tasca la chiave per interpretare e prevedere come andrà una nuova idea. I social network, allora, se usati nel modo giusto possono essere un modo per verificare quanta sostanza ci sia in un nuovo concept, o per sondare le opinioni a proposito di una nuova campagna di advertising, ad esempio, o di un nuovo modello di business.
L'aspetto che vorrei mettere in evidenza, in sostanza, è che mediante la creazione di un nuovo rapporto tra aziende e social network si può fare finalmente qualcosa che prima non era possibile. Si può, cioè, testare a costo zero o quasi zero, un'idea, un'ipotesi, una proposta commerciale sapendo che dall'altra parte avremo persone in grado di darci un parere competente.
Su Linkedin ad esempio si può chiedere ai propri clienti, o direttamente ai membri di un gruppo, che percezione hanno del nostro ultimo prodotto o della nostra più recente comunicazione, essendo quasi certi che riceveremo risposte sensate.
Più indirettamente (mediante la misurazione dell'engagement provocato) si possono ottenere gli stessi risultati su Facebook e addirittura su Twitter, se impariamo a sollecitare nel modo giusto delle risposte da parte dei nostri followers.

I social network e la co-creazione di valore

Portato a un livello più alto, questo discorso può essere ampliato a livello imprenditoriale come istituzionalizzazione di un nuovo rapporto tra azienda e cliente mediato dai social media.
Gli esperimenti di questo genere non sono una novità, quantomeno a un certo livello di Brand. È di qualche mese fa il grande concorso internazionale lanciato da Marissa Mayer per ridisegnare il logo di Yahoo! dopo 18 anni di immobilismo su quel fronte. Più recente, in tutt'altro ambito, è l'esperimento con cui la Scuderia Ferrari ha messo ai voti la denominazione della prossima monoposto di Formula 1, e di cui ho parlato in un articolo che cercava di analizzare pregi e difetti dell'operazione.
Questi e tantissimi altri esempi possibili hanno in comune un elemento che rappresenta la vera novità nel marketing degli ultimi 10 anni: la formazione di un rapporto tra azienda e cliente che da verticale diviene circolare, andando in questo modo ad intaccare i fondamentali dell'azienda stessa, a partire dalla propria value proposition.

Un nuovo rapporto tra azienda e cliente

Sul tema della co-creazione, e della relativa trasformazione del cliente da consumerprosumer si è scritto moltissimo a tutti i livelli, quasi tutti più alti del mio. Qui volevo parlarne, solamente per sottolineare ancora una volta come anche per le aziende oggi, grazie ai social network, si è aperta una possibilità straordinaria di comprendere quale potrebbe essere la reazione del proprio pubblico davanti a un'innovazione importante del proprio brand o davanti al lancio di un nuovo prodotto o servizio.
In sostanza, stiamo parlando di Customer Experience, e di come le aspettative dei clienti e dei prosumer in generale siano ormai quelle di un coinvolgimento importante in tutte le fasi della costruzione di valore da parte di un'azienda, poiché ci si aspetta che quest'ultima si prodighi per la soddisfazione dei propri bisogni. Le aziende, insomma, dovrebbero sempre più inserire istituzionalmente nel proprio modello di business questi nuovi tipi di interazione con i clienti, e dovrebbero contestualmente mantenersi aperte a modifiche continue e sostanziali nella regia di queste interazioni. Solo in questo modo il rapporto cliente-azienda, divenuto finalmente rapporto tra persone, e non più tra istituzione e cliente, potrà mantenersi vivo e vitale nel tempo, con evidenti benefici da entrambe le parti.
E voi? Avete esempi di co-creazione significativi che volete segnalarmi? Lasciate un commento!

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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