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le sei regole del content marketing
Ormai si parla di Content Marketing in tutte le salse, a proposito (spesso), e anche a sproposito (qualche volta).
Bazzicando nella rete, leggendo, raccogliendo le idee per i miei blog, ho cercato di trarre una sintesi di quali potrebbero essere le regole d'oro di qualsiasi attività di Content Marketing, quelle che gli danno un significato e che sono applicabili sempre: che si venda consulenze alle imprese, prodotti ipertecnologici o piastrelle per il bagno.
Ho provato a elencarle, e alla fine ne ho individuate 6, che provo a proporti qui sotto in modo più o meno articolato, come suggerimento di una modalità operativa da tener sempre presente quando si porta avanti una così complessa forma di comunicazione promozionale.
Vediamole.

Regola numero 1 del Content Marketing: Non creare contenuti promozionali

Iniziamo con una regola che credo sia abbastanza acquisita da chi ha capito correttamente cosa voglia dire fare Content Marketing, ma che ai più potrebbe sembrare quantomeno contraddittoria, se non un vero e proprio ossimoro.
Qualcuno di certo obietterà: «Che cosa? Dobbiamo fare marketing, investire delle risorse, e tutto senza fare una comunicazione promozionale? Che senso ha?». Eppure è così.
I materiali strettamente promozionali, quelli in cui si insiste continuamente su "il mio prodotto è il migliore perché..." o "solo con il mio servizio potrai..." non sono efficaci perché non ispirano il lettore, non lo educano e non lo stimolano. Tutte queste finalità sono invece fondamentali nel Content Marketing e sono quelle che sviluppano nel lettore (o nel possibile cliente, se vi fa più piacere) un senso di fiducia nei confronti dell'estensore dei contenuti e, per associazione diretta, dell'azienda che li ospita all'interno dei propri spazi sociali - blog, social media pages o brochure che siano.

Regola numero 2 del Content Marketing: Crea contenuti appropriati

Contenuti generici che non siano appropriati a un lettore non avranno successo.

Volendo riformulare la regola, potremmo anche affermare infatti che quando si scrive un contenuto bisogna essere sicuri che abbia una utilità per chi legge. È questo, del resto, il motivo per cui i contenuti più stimolanti, più letti e anche più pubblicati in rete sono quelli di carattere tutorial: i famosi "5 modi per..." o anche "le 10 cose da non fare...", o anche "le 6 regole..." come questo post sono esattamente i contenuti che i lettori cercano e si aspettano andando sul web.

Se poi i lettori sono i nostri potenziali clienti, chi meglio di noi è capace di fargli intravedere le possibilità nascoste che si celano dietro ai nostri prodotti più innovativi? È proprio questa, del resto, la funzione principale del Content Marketing: creare dei contenuti che abbiano un carattere educativo per il lettore, e attraverso questi contenuti creare una thought leadership all'interno del nostro settore di business.

Regola numero 3 del Content Marketing: Crea contenuti che risolvano dei problemi

Capisci a questo punto perché i contenuti saranno ancora più appetibili, se saranno in grado di risolvere dei problemi specifici. In generale, i contenuti che produciamo e proponiamo nel corso della nostra attività di content marketing dovrebbero cercare di partire da un problema o da una domanda specifica e rispondervi in modo quanto più corretto e esauriente possibile.
Viceversa, dare informazioni su un argomento dove non c’è bisogno di informazioni - o perché queste sono note già a tutti, o perché non sono informazioni interessanti - è solo una perdita di tempo e di risorse. Se sono un print service provider, fornire informazioni sui formati più ottimizzati per la resa della carta vuol dire insegnare al cliente qualcosa di utile che gli permetterà di ottenere stabilmente dei risparmi; spiegargli come funziona tecnicamente una macchina di stampa offset sarà invece un'inutile spreco di risorse.

Regola numero 4 del Content Marketing: Scrivi bene

Da questa regola, purtroppo o per fortuna, non si transige.

La reputazione di un’azienda passa anche per come sono scritti i contenuti: questo è un fatto. Articoli scritti in un italiano traballante, post senza capo né coda sono immediatamente percepiti per quello che sono: prodotti di scarsa qualità. Il problema è che si rischia seriamente che questa impressione di bassa qualità si trasmetta per estensione logica anche all'azienda che li ha promossi.

Insomma, l'effetto boomerang è assicurato: se non si ritiene di avere in azienda delle risorse in grado di scrivere, meglio allora affidarsi a dei professionisti. Se invece le risorse ci sono, sempre meglio utilizzarle: nessuno sarà capace di descrivere processi, individuare problemi, fornire soluzioni come chi lavora a stretto contatto con l'entità produttiva che sarà oggetto di promozione.

Regola numero 5 del Content Marketing: Pubblica contenuti che abbiano senso per il tuo business

Qui troviamo secondo me un punto debole di molte attività di content marketing, soprattutto da parte delle PMI e in generale di quelle aziende che utilizzano questo strumento senza aver preventivamente elaborato una strategia di marketing e strutturato un content marketing plan. Capisco che è necessario arrivare a dei compromessi tra ciò che è immediatamente utile alla nostra azienda e ciò che genera traffico. Capisco anche che ciascuno ha i propri interessi e le proprie passioni, e senza entrambi questi fattori non riusciremo mai a scrivere nulla di veramente interessante.

Ciò nonostante, c'è a mio parere un assunto che dovremmo cercare sempre di tener presente in ciò che facciamo: se i contenuti che creiamo non supportano in alcun modo il business e gli obiettivi della nostra azienda, allora stiamo ancora una volta perdendo tempo e sprecando risorse. Gli obiettivi di business sono la bussola per la creazione di qualsiasi contenuto, e di solito gli obiettivi di business si risolvono in una grande finalità: portare fatturato. Fare Content Marketing senza tener presente questa regola fondamentale non ha alcun significato, e vuol dire solo sprecare risorse e denaro che si poteva investire altrove in modo più redditizio.

Quindi, cerchiamo di capire quali sono i contenuti che portano la nostra azienda all'attenzione delle persone che per noi costituiscono un polo d'interesse commerciale, e lavoriamo soprattutto su questi. Tutto il resto è Brand Awareness, siamo d'accordo. Ma non esageriamo.

Regola numero 6 del Content Marketing: Pubblica contenuti dimostrabili

Dato che scriviamo per supportare i nostri obiettivi di business, i contenuti che proponiamo potrebbero essere visti come di parte.

Citazioni, testimonianze, statistiche ecc. sono la chiave per rendere i contenuti più autorevoli. La nostra autorevolezza si misura infatti non attraverso i dati e le informazioni, ma attraverso il valore che riusciamo a dargli mediante la nostra creatività e la nostra capacità di essere leader nel nostro settore. Dire che il 70% degli italiani connessi a internet ha un account Facebook non fa di me un esperto. Dare a questa informazione un significato, trovare un punto di vista inedito e interessante sì. Però tutto crolla, se un giorno qualcuno mi scrive che non è vero, perché ha letto nella tal ricerca che questa percentuale è in realtà del 30%. Citare le nostre fonti conferma la nostra esperienza e la nostra autorevolezza: non dimentichiamocelo mai.

Ecco: questi sono per me i "6 comandamenti" del bravo content marketer. Il significato stesso delle parole "Content Marketing", in altri termini, passa secondo me da queste piccole, ma preziose regole d'ingaggio, da tener sempre presente e non tradire mai.
E tu, che mi dici? Hai altre regole da aggiungere alle mie? A quali ti attieni nel tuo lavoro?

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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