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Perché la tua azienda non può rinunciare a google+
Qualche settimana fa ero in riunione con un partner straniero dell'azienda in cui lavoro. La signora in questione, rappresentante di una società di caratura internazionale che si occupa di servizi avanzati per il web marketing e il marketing multicanale, mi stava presentando una feature avanzata della loro piattaforma di gestione, che comprendeva la possibilità di condividere su Facebook e su Twitter i risultati di una determinata azione lato consumer.
Veramente una novità, nel nostro campo: talmente bella, che mi è sfuggito un immediato commento: molto bene, dico, è un servizio molto innovativo, spero che al più presto mettiate a disposizione la stessa possibilità per Google+.
"Why?", mi risponde lei, "Who cares about Google+? Do you have a Google+ profile?".

Google+, ovvero: lo straniero

Google+ ha, in questo periodo, una strana situazione, che lo fa assomigliare un po' alla classica figura dello "straniero" di tantissimi film western. Da un lato, abbiamo moltissimi utenti entusiasti, molto attivi e che ritengono - probabilmente a ragione - che sia il social network del momento e soprattutto del futuro.
Non c'è dubbio del resto che alcune caratteristiche di G+, dalla authorship alla sua capacità di influenzare il SEO delle nostre pagine web, lo rendono un "must" per chi si occupa professionalmente di web marketing.
Dall'altro, è vero che la diffusione sociale di Google+ è ancora molto limitata (per ogni iscritto a G+, ce ne sono più di 2 iscritti a Facebook, per intenderci), e lo sarà, secondo me, almeno fino a quando Big G non consentirà alle aziende di fare attività di advertising direttamente sulla piattaforma, utilizzando delle sponsored stories  in stile Facebook.
Google+, in realtà, non è ancora capito bene nelle sue potenzialità: dai top manager aziendali e soprattutto (il che è peggio) dagli stessi uffici marketing, che al momento sembrerebbero stare per lo più alla finestra a guardare cosa succede.
Mi conferma in questa impressione una statistica pubblicata recentemente su QuickSprout che mette in evidenza, tra l'altro, un dato importante: [highlight]meno della metà delle aziende più importanti del mondo (le Fortune Global 100) utilizza attualmente Google+.[/highlight]
Chi utilizza Google+
Fonte: quicksprout.com
Peggio ancora, solo il 40% dei marketers è attualmente attivo sulla piattaforma, a confermare che, se forse il marketing tradizionale è arrivato in qualche modo a capire che stare su Facebook serve, è ancora lontano dal comprendere cosa ci può fare con G+.
Vediamo allora quali sono i tre vantaggi più importanti che le direzioni marketing delle aziende possono trarre nel momento in cui decidono di utilizzare Google+ per il proprio business.

Costruire e gestire comunità di clienti

Le Community (rimangono in lingua originale anche nella versione italiana) di Google+ sono aggregatori di profili focalizzati su particolari interessi. Ognuno può creare una propria Community e invitare altre persone ad entrarvi (anche in modo esclusivo: pensate ad esempio ad una Community riservata ai vostri clienti come strumento di informazione e scambio di feedback). In alternativa, la cosa migliore da fare è partecipare alle Community già formate che condividono con voi interessi e aree di business. In questo modo, sia attraverso la pubblicazione di contenuti, sia mediante il commento e la condivisione di contenuti altrui, l'azienda avrà uno strumento formidabile per far accrescere la propria Brand Awareness e la propria autorevolezza, e soprattutto per fare continua attività di Lead Generation e di Lead Nurturing.

Promuovere eventi

Google+ consente la creazione e la promozione di eventi. "Come Facebook?", mi direte. Certo! Ma con qualcosa in più. Gli eventi di Google+, infatti, consentono ai vostri clienti di mantenere un altissimo livello di interattività, ad esempio con Google Calendar o utilizzando Gmail. Provare per credere!
 Google+ come creare un evento

Aumentare la propria visibilità

Google+, infine, consente alle aziende di aumentare, già per mezzo della pagina stessa, la propria visibilità. Certo: ancora una volta come Facebook - e in effetti molte delle caratteristiche delle Business Pages di G+ sono terribilmente simili a quelle già messe a disposizione dal social network creato da Zuckerberg. La "piccola" differenza è che Google non gestisce solamente un grande (ma non grandissimo, almeno per ora) Social Network. Gestisce il più importante motore di ricerca al mondo, e il sito più visitato al mondo. Insomma, capite bene che una integrazione di Google+ sul sito aziendale non potrà che portare benefici diretti anche alla visibilità dei vostri servizi anche nel search engine. Un vantaggio competitivo, questo, che non può essere tralasciato.

Nuova efficienza

Non vi basta ancora? Pensate allora che Google+ si integra perfettamente con tutti gli altri prodotti Google (il motore di ricerca, le mappe, le e-mail...) rendendo facilissimo creare e condividere contenuti trasversali a tutti i servizi di Big G: ancora una volta, una spinta in più che non potrà non dare nuova efficienza al vostro marketing.
Allettante? Allora fatemi sapere: avete già aperto una pagina di Google+ per la vostra azienda? Avete intenzione di farlo? E se lo avete fatto, quali risultati avete potuto finora ottenere?

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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2 COMMENTS

  1. Ciao Fabio, come al solito complimenti per l’ottimo post. Concordo pienamente con le tue considerazioni, aggiungo che dal punto di vista strettamente funzionale le cerchie e la loro gestione è quanto di più efficiente per usare G+ sia per scopi personali che aziendali. Lo stesso non si può dire di FB, dove la separazione non proprio possibile.

    • Ciao Roberto, è proprio così. Il bello di G+ è anche nel poter dialogare in modo diverso con i differenti cluster che compongono l’insieme dei nostri interlocutori. Non è cosa da poco e, come giustamente dici, per le pagine di Facebook oggi è fantascienza.

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