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macchinine
E' di poche ore fa un comunicato stampa che riporto qui sotto, da ansa.it:

(ANSA) - BOLOGNA, 15 GEN - Per la prima volta nella storia della Ferrari saranno gli appassionati a scegliere il nome della monoposto con cui Fernando Alonso e Kimi Raikkonen cercheranno di vincere il titolo iridato di Formula 1.
Roba grossa, quindi! Soprattutto perché come canali deputati alla raccolta dei voti vengono designati, sempre secondo il comunicato stampa, "il sito ferrari.com e i canali Twitter e Facebook della Scuderia".
Evviva! Un grande brand italiano che finalmente sceglie la strada dell'engagement attivo e del consumer-generated content, e che addirittura "per la prima volta nella storia" decide di affidare al suo pubblico un brand importante come il nome della prossima monoposto di Formula 1. Non solo: per fare questo, come ciliegina sulla torta, utilizza non solo il proprio sito web, ma addirittura i social network.
Sono andato a vedere (preciso che non sono un tifoso, per cui posso recensire la campagna con serenità), e sono rimasto piacevolmente colpito da alcune trovate, ma francamente molto deluso da un paio di scivoloni secondo me facilmente evitabili. Vediamo perché.
 
Iniziamo col dire che il comunicato stampa risulta impreciso: il sito dove andare effettivamente risulta essere http://2014f1car.ferrari.com/it/, quindi un sottodominio di quello indicato. C'è da dire che  il link si trova immediatamente disponibile a partire dal sito principale, per cui diciamo che si tratta di una opportuna semplificazione a beneficio della comunicazione.
La schermata principale del sito invita immediatamente al voto (con un claim molto efficace: "lascia il tuo segno") e/o a porre le proprie domande al team Ferrari. Insomma: una ottima duplice call to action, cui fa seguito, al momento del voto, l'immediata richiesta di un indirizzo e-mail, che però rimane fine a se stesso, non completato dalla richiesta di altri dati.
Pregi e difetti: capisco che non si debba riempire un form di campi da compilare per evitare l'effetto perdita di redemption, ma dato che qui non si vende nulla, non capisco perché chiedermi solo un indirizzo e-mail senza neanche un nome (e, aggiungo, senza aver dato nessun consenso alla privacy). A che serve un indirizzo raccolto così, senza peraltro nemmeno verificarlo?
Tanto valeva non chiedere nulla!
Ancor più strana l'affermazione contenuta nella schermata di ringraziamento, in cui si ricorda che si hanno ancora 5 voti a disposizione (sic! non ho capito francamente cosa voglia dire), e si invita a condividere l'iniziativa utilizzando i pulsanti social di Facebook e Twitter.
Che quest'ultima trovata sia estremamente efficace, perché porta direttamente ad un engagement sociale a partire da una pagina web mediante un post precompilato, non c'è bisogno di dirlo. E', forse, questa la parte più bella e efficace della campagna.
Il problema è che la stessa scuderia indicava, almeno nel comunicato stampa, la possibilità di dare il proprio voto su Twitter e Facebook. Non sono riuscito a capire come si farebbe a votare nel primo caso: il Tweet di Maranello dedicato all'evento rimanda, giustamente, alla pagina web (stavolta a quella giusta).
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Su Facebook, invece (nota off-topic: ma perché la Ferrari non fa una pagina Facebook per ogni lingua che utilizza per comunicare con i suoi tifosi? risparmierebbe a tutti di vedere sulla pagina la stessa informazione ripetuta identica in più lingue, con ripetizione di immagini e tutto...) al post di invito a collegarsi alla pagina sono seguite ovviamente centinaia di risposte dirette, che temo non saranno conteggiate. Mi chiedo tuttavia se non sarebbe stato possibile in questo caso sviluppare un piccolo applicativo che, rendendo possibile il voto direttamente su Facebook, avrebbe favorito un engagement diretto su questa stessa piattaforma. Fatto sta, che ancora una volta il comunicato stampa era impreciso, e stavolta in modo non veniale, poiché millantava possibilità di voto utilizzando canali che in realtà riportano ancora una volta sulla pagina web.
Concludo con quello che a mio parere (ma magari un vero tifoso mi smentirà) mi pare il vero topolino prodotto dalla montagna promozionale della scuderia nazionale: i nomi tra cui scegliere. Li elenco qui sotto, magari a qualcuno diranno qualcosa:

[checklist]

F14 T
F14 Maranello
F14 Scuderia
F166 Turbo
F616

[/checklist]

Così, come li leggete.
Per la cronaca, mentre scrivo c'è un testa a testa tra la prima e la quarta opzione, ma si sa, non bisogna mai fare proiezioni ad urne aperte, per cui non diciamo altro. Piuttosto, mi chiedo: non sarebbe stato il caso di proporre una sola sigla, corredata da varianti più significative e capaci di parlare al cuore dei tifosi e degli appassionati?
Che so, F14 "Fangio", o F166 "Villeneuve", o F616 "Senna"?
E qui arriviamo al cuore del problema: escludendo l'opzione per cui in scuderia stavano litigando da matti sulla sigla più appropriata per la nuova Ferrari, perché si fanno queste campagne? Con quale obiettivo? Se l'obiettivo è quello di creare attesa e buzz intorno all'evento della presentazione (non ne vedo altri, considerando che la Ferrari non ha certo bisogno di Brand Awareness), non sarebbe stato meglio adottare un linguaggio e dei contenuti più in linea con i sentimenti degli appassionati, e creare un maggiore coinvolgimento, più duraturo nel tempo?
Immaginiamo tra qualche mese, quando verrà scelto il nome e la nuova monoposto andrà sulle piste. Chi ricorderà più i nomi oggetto della scelta? Chi dirà, commentando il nuovo nome della macchina: "Bella, però... a me piaceva di più F616?".
Ecco: almeno in questo, a me la campagna Ferrari (di immediato successo, ovviamente: non poteva essere altrimenti) mi pare la classica occasione mancata.
E voi che ne pensate? Quale nome preferite? 
No, scherzo... come giudicate questa iniziativa?

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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Ciao! Sono Fabio Piccigallo e quelle che stai sfogliando sono le pagine del mio blog personale, OnMarketing. Oggi mi occupo di web marketing a tutto tondo, con l'esperienza di chi ha lavorato per 10 anni nel direct marketing tradizionale e la voglia di innovare che caratterizza il mercato digitale. Sono un amante dei numeri: per questo ho fondato una web agency all'avanguardia, specializzata nel marketing digitale e nell'ottimizzazione dei flussi di conversione mediante le tecniche più moderne della web analytics. Si chiama OnMarketing.me: se hai bisogno del mio aiuto professionale, contattami pure!

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