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ranking
Mi perdonate se per una volta sono un pochettino polemico?

Sì? Bene. Allora. Oggi stavo giocherellando con Alexa quando...

Come? Ah, va bene, partiamo dal principio.

No, Alexa non è la mia gatta.
Alexa.com è, per chi non lo sapesse ancora, uno (tra i più affidabili) dei tanti siti internet che forniscono (gratuitamente entro certi limiti comunque accettabilissimi) un ranking generale di un indirizzo web. Chiunque può andare su Alexa per scoprire quanto un sito è popolare nel mondo (attraverso il ranking globale) e spesso anche nel solo territorio in cui opera. Per dire, attraverso Alexa possiamo scoprire che google.com è il primo sito al mondo, seguito da facebook.com, e che il sito dal quale prendo ogni tanto qualche ricetta di cucina, giallozafferano.it, è tra i primi 100 siti in Italia (il 99simo, mentre scrivo, ma gli aggiornamenti sono quotidiani).

Da dove arriva questo ranking?

Il ranking di un sito internet - lo dico soprattutto a beneficio dei molti che fanno di meglio nella vita che passare il tempo a mettere il naso dappertutto come faccio io - si misura sostanzialmente attraverso la sua capacità di attrarre visitatori. In sostanza, il ranking fotografa in una certa misura l'ottimizzazione del sito per gli algoritmi dei motori di ricerca e l'efficacia di questa stessa ottimizzazione nella storia recente del sito stesso - dato che il ranking non si fa sulla teoria, ma sulla pratica del comportamento dei visitatori di fronte al sito negli ultimi 3 mesi di vita (per cui ad esempio il mio www.fabiopiccigallo.com, che i 3 mesi li ha appena compiuti, non può ancora avere una valutazione stabile) . Insomma, Alexa sta un po' ai siti internet come il ranking ATP sta ai tennisti - e i tennisti mi perdonino per questo paragone tirato per i capelli. La misurazione tiene conto sostanzialmente del numero di visitatori che sono stati sul sito e del numero di pagine viste complessivamente nel mondo, e con particolare riferimento al Paese dove risiede chi ha registrato il sito.
Altre metriche interessanti sono quelle relative alle caratteristiche socio-demografiche di chi ha visitato il nostro sito, e ai backlinks che siamo riusciti ad ottenere nel corso del nostro lavoro di SEO e di web marketing.

Ora, veniamo a noi.

Vedete bene che cosa misura questo ranking. Misura in sostanza quanto è stata efficace la nostra azione sul web, ovvero quanto siamo stati in grado di far fluire visitatori sul nostro sito, di interessarli a quanto vi esponiamo, e infine a coinvolgerli. Ora, togliamo i siti di e-commerce che hanno come mission quella di attrarre i visitatori sul proprio sito per proporre degli acquisti, per cui non possono che lavorare molto alacremente sul SEO per raggiungere i propri obiettivi commerciali  - anche se poi a toccare con mano si scopre che non tutti fanno le cose allo stesso modo, e che qualcuno ha evidentemente provato a campare sulla rendita di posizione per finire poi battuto poi da chi, newcomer in Italia, ha alle spalle una solida esperienza internazionale: senza fare i nomi, provate a vedere le posizioni relative dei principali player italiani nel settore librario e poi ne parliamo.
Tra chi resta, mi verrebbe da pensare che i migliori sulla piazza dovrebbero essere, qui da noi come altrove, coloro i quali lavorano da sempre sul direct marketing e che sicuramente hanno tutti i linguaggi e gli strumenti per operare nella comunicazione multicanale a tutti i livelli.
Non parlo tanto delle agenzie di comunicazione, che fanno B2B ed evidentemente hanno i propri canali di acquisizione clienti al di fuori della rete, visto che nella maggior parte dei casi risultano addirittura "non pervenute" per mancanza di dati utili a un ranking affidabile (quando si scende al di sotto di una soglia media di visitatori e di pagine viste, anche Alexa getta la spugna).
Parlo di tutti quei soggetti che in Italia utilizzano da sempre il direct marketing come modalità privilegiata - se non esclusiva - di comunicazione con clienti e prospect, e che quando si tratta di raccogliere e potenziare l'eredità della propria comunicazione cartacea o di DEM one-shot per creare un engagement stabile sui propri siti internet, il fallimento è quasi totale, con ranking decisamente inferiori a quelli che ti aspetti soprattutto per chi tanto investe in comunicazione.
Verrebbe quasi da pensare, allora, che il sito web sia diventato un po' un'anticaglia, come il televisore per intenderci - tanto c'è Facebook che ci risolve il problema.
Poi uno va a rispolverare il Marketing Mix 2013 Report di IFDMA (ossia delle federazione internazionale delle DMA), che confronta tra le altre cose l'allocazione degli investimenti effettuati dai marketers di diversi Paesi nei rispettivi piani di comunicazione, e scopri che il Search Marketing è praticamente ovunque una voce fondamentale di spesa. Ovunque, tranne che in Italia.
L'indice di utilizzo del Search Marketing secondo il Marketing Mix 2013 report di IFDMA
L'indice di utilizzo del Search Marketing secondo il Marketing Mix 2013 report di IFDMA
Il grafico qui sopra sintetizza quanto detto nel migliore dei modi.
Mi pare evidente che da parte di molti dei marketers nostrani ci sia una sorta di presunzione nel pensare che, avendo speso parecchi soldi per acquisire awareness in televisione prima, poi con il direct marketing e il social media marketing, non sia più necessario stare a sbattersi per cercare di aumentare il proprio ranking SEO stando dietro alle astrusità dei vari Penguin e Hummingbird - tanto lo sanno tutti quello che facciamo. Il risultato lo potete vedere da soli facendo lo stesso giochino che ho fatto io: provate a verificare i risultati delle aziende che conoscete più attive nell'attività di direct marketing (cosa vi è arrivato nella cassetta della posta ultimamente? a chi avete conferito il 5x1000?) e a confrontarne i risultati con siti come quello già citato di ricette di cucina, o con un blog (magari sceglietelo più bello del mio), soprattutto se di taglio generalista.
Credo che vi stupirete dei risultati. Nel caso sia così, fatemelo sapere...

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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