CONDIVIDI
Come calcolare il ROI del content marketing

Perché parliamo di ROI?

Se dovessi scommettere su quali termini compariranno più spesso degli altri in questo mio Blog, credo che vincerei facilmente puntando, tra gli altri, su ROI.
Non è una fissazione: è solo la consapevolezza che sempre più, con la crisi imperante e la necessità di giustificare e far fruttare ogni centesimo speso nella nostra attività, noi marketers dovremo prima o poi fare tutti i conti con una semplice realtà:
1. non ci si può più permettere di spendere quattrini in attività di marketing che non abbiano un ritorno
2. non ci si può più permettere di non misurare più questo ritorno, perché tutti dobbiamo avere come obiettivo quello di far fruttare ogni centesimo speso per la nostra azienda
3. non ci si può più permettere di valutare queste misurazioni usando parametri che non abbiano una forte valenza e caratterizzazione economica.

In sintesi estrema: non ci possiamo più permettere di non utilizzare il ROI come parametro essenziale di misurazione del benchmark di una campagna di marketing.

Il perché il ROI sia uno dei pochi parametri di valutazione che non sia per sua natura ingannevole (come la redemption) l'ho già affrontato in un precedente post. Ora però vorrei passare dal generale al particolare e soprattutto valutare la questione secondo una prospettiva un po' anomala e di certo in Italia meno utilizzata, soprattutto nell'ambito del marketing B2B. Sto parlando del ROI nel Content Marketing.

Come è possibile misurare il ROI nel Content Marketing?

Ebbene, si può. A partire dalla semplice considerazione che anche il Content Marketing genera costi, e quindi anche un Conto Economico, secondo una struttura articolata come la seguente:
PERSONALE
Chief Content Officier
Managing Editor
CONTENUTI
Costi di elaborazione contenuti
Costi di gestione contenuti
STRUMENTI
Software
Costi di Hosting
A fronte di questa struttura costi, possiamo determinare con facilità un ricavo dato dal valore intrinseco della "merce" che si acquista mediante il Content Marketing: nella maggior parte dei casi, evidentemente, dei Leads qualificati. In questo modo, mediante una consuntivazione dell'attività, è possibile determinare un CpL, un Cost-per-Lead, che deve essere la chiave di misurazione del ROI nel Content Marketing, e la chiave di comparazione del valore economico dell'attività a confronto con le altre attività possibili di generazione di Lead qualificati, quali ad esempio le campagne di telemarketing o, più ancora, le campagne di SEM. Solo così sarà possibile analizzare nello specifico quali sono le attività di Qualified Lead Generation che alla lunga risultano vincenti perché più performanti dal punto di vista economico per la nostra azienda.

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

Se poi vuoi rimanere sempre aggiornato, iscriviti subito alla newsletter!

Inserisci qui il tuo indirizzo e-mail:

Delivered by FeedBurner

CONDIVIDI
Articolo PrecedenteParliamo di QR-Code
Articolo Successivo10 Tips To Get More Retweets On Twitter
Ciao! Sono Fabio Piccigallo e quelle che stai sfogliando sono le pagine del mio blog personale, OnMarketing. Oggi mi occupo di web marketing a tutto tondo, con l'esperienza di chi ha lavorato per 10 anni nel direct marketing tradizionale e la voglia di innovare che caratterizza il mercato digitale. Sono un amante dei numeri: per questo ho fondato una web agency all'avanguardia, specializzata nel marketing digitale e nell'ottimizzazione dei flussi di conversione mediante le tecniche più moderne della web analytics. Si chiama OnMarketing.me: se hai bisogno del mio aiuto professionale, contattami pure!

2 COMMENTS

LEAVE A REPLY