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Di QR-Code qui da noi si parla poco. Non ho mai capito perché. Qualche anno fa ebbero una fiammata, sembrava che avrebbero di lì a poco rivoluzionato il mondo della comunicazione. In seguito, l'interesse (almeno in Italia, a quanto mi risulta) è andato via via scemando, e attualmente non se ne parla quasi più, se non in qualche convegno (l'ultimo, un paio di mesi fa, è stato Mailforum a Milano, a proposito quale ho già scritto).
Eppure... facciamo mente locale. Tanto per iniziare, pensiamo a quello che facciamo quando usciamo di casa.
  • Luci spente? OK
  • Portafogli? Preso.
  • Chiavi? OK, casa e macchina.
  • Cellulare? Sì, ce l'ho.
Se dimentichiamo il cellulare, siamo capacissimi di tornare indietro e prenderlo. E questo cellulare è, nella maggior parte dei casi, uno smartphone, perché ormai siamo diventati un Paese multicanale e tecnologicamente evoluto, almeno negli acquisti (anche se, c'è da dire, molto meno nei comportamenti, come ho avuto modo di commentare recentemente).
Insomma, abbiamo in tasca o nella borsa dei mini-computer in tutto e per tutto, fatti per comunicare con altre persone, per connettersi ai social network, per verificare la propria posizione geografica, per aprire contenuti disponibili su web.
Se questo è vero, le potenzialità di un marketing in chiave mobile, definibile come una attività di marketing che si svolge utilizzando wireless media come veicoli di comunicazione integrata a risposta diretta, sia in modo autonomo, sia in associazione multicanale con altri mezzi, sono enormi. Pensateci: stiamo comunicando i nostri contenuti informativi direttamente nelle tasche dei nostri clienti.
Come facciamo? Anzitutto, mediante l'utilizzo di advertising direttamente nelle App più diffuse. Poi con SMS, siti web ottimizzati per il mobile, e-mail anch'esse il più possibile responsive e, last but not least, con un piccolo quadratino in bianco e nero che può essere posto ovunque all'interno di una comunicazione e viene letto dai cellulari utilizzando una delle tante App gratuite disponibili allo scopo: il QR-Code, appunto, che ha il vantaggio di poter essere usato trasversalmente ovunque, sia da solo, sia all'interno di un ciclo di marketing multicanale.

Cosa sono i QR-Code.

I QR-Code in sostanza sono codici a barre bidimensionali, in grado di contenere molti più dati (oltre 4296 caratteri alfanumerici) rispetto a un codice a barre lineare come quelli che siamo abituati a vedere ad esempio sui prodotti esposti in un negozio, e furono inizialmente sviluppati da un'azienda giapponese a metà degli anni '90 allo scopo di tracciare con più facilità i pezzi di ricambio delle automobili Toyota all'interno di una molteplicità di magazzini.
Con il nuovo secolo, i QR-Code divennero poi license-free, in un contesto in cui gli smartphone erano ancora in fase embrionale. Fu solo metà degli anni 2000, infatti, che (quantomeno in Giappone) i QR-Code iniziarono a diventare un must della comunicazione pubblicitaria, comparendo stampati su giornali e riviste o su cartelloni pubblicitari, per consentire ai fruitori della comunicazione di effettuare un salto seamless dal media cartaceo al web e facilitare così l'accesso a video, approfondimenti e  immagini a partire da uno stampato.
Ben presto, anche in Italia alcuni settimanali di informazione iniziarono a utilizzare i QR-Code per arricchire la parte giornalistica dei loro articoli e reportage e, infine, si arrivò all'utilizzo del QR-Code all'interno di comunicazioni Direct.

Come si usano i QR-Code nel direct marketing?

Il sottoscritto è stato forse all'epoca uno dei primi marketers in Italia a utilizzare il QR-Code per stampare in VDP un link personalizzato che rimandasse a una URL di atterraggio responsive: il tutto, all'interno di una campagna di direct mailing finalizzata alla sottoscrizione di un abbonamento a un periodico nazionale. Devo dire peraltro che ottenni risultati interessanti, soprattutto se confrontati con la diffusione degli smartphone dell'epoca.
Ma il QR-Code si può usare con profitto anche per altri scopi, ad esempio utilizzandolo in sinergia con le capacità di geolocalizzazione dei cellulari per fornire immediatamente il percorso più breve dal punto in cui ci si trova al momento della scansione e al luogo dove  situato ad esempio il proprio franchising più vicino (pensate a un totem o a un volantino, ma anche a una comunicazione direct, a un advertising tabellare o a una affissione pubblicitaria).
Stampati sul packaging di un prodotto di largo consumo, i QR-Code possono garantire un facile accesso del consumatore (ad esempio al supermercato) a caratteristiche del prodotto stesso che non possono trovare posto su una etichetta o su una confezione.
I QR-Code, ancora, in ambito B2B, possono essere utilizzati sulle proprie brochures o sui biglietti da visita come facilitatori per memorizzare sul cellulare del cliente i propri dati di contatto, o ancora per veicolare video o contenuti multimediali relativi alla propria attività.
Infine, i QR-Code possono essere utilizzati come mezzi per stampare delle URL personalizzate (o pURL) su prodotti direct one-to-one inseriti all'interno di una campagna multicanale, consentendo così l'accesso mobile a una landing page personalizzata (ovviamente mobile-optimized) che mantenga intatte le caratteristiche di personalizzazione one-to-one della comunicazione a stampa.
Io non so se i QR-Code resteranno ancora a lungo tra gli strumenti a disposizione dei marketers o se verranno prima o poi superati da altri strumenti più performanti. Di certo, io credo che siano stati spesso sottovalutati e che li utilizziamo ancora troppo poco nella nostra strategia multicanale, nonostante si possano rivelare mezzi utilissimi e veramente friendly di favorire il rapporto tra il cliente e i nostri prodotti o servizi.
E voi? Avete esperienze (di successo o meno) nell'utilizzo del QR-Code per il direct marketing?
 

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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Ciao! Sono Fabio Piccigallo e quelle che stai sfogliando sono le pagine del mio blog personale, OnMarketing. Oggi mi occupo di web marketing a tutto tondo, con l'esperienza di chi ha lavorato per 10 anni nel direct marketing tradizionale e la voglia di innovare che caratterizza il mercato digitale. Sono un amante dei numeri: per questo ho fondato una web agency all'avanguardia, specializzata nel marketing digitale e nell'ottimizzazione dei flussi di conversione mediante le tecniche più moderne della web analytics. Si chiama OnMarketing.me: se hai bisogno del mio aiuto professionale, contattami pure!

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