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ritratto di un utente linkedin
Vi siete mai chiesti chi sono gli utenti di Linkedin, che comportamento hanno, come si muovono nell’universo Social i 259 milioni di iscritti (novembre 2013) a questo social network? Una risposta ce la fornisce una infografica di Power Formula (visibile qui), che ha recentemente pubblicato i risultati di una User Survey dedicata esplicitamente agli iscritti a questo Social Network.

Gratis e contenti.

Una prima evidenza salta subito all’occhio: Linkedin ci serve moltissimo per intrecciare relazioni sociali nel mondo business, ma pochissimi tra noi scelgono di farne un uso veramente professionale. Prova ne sia, che i Premium Users (gli utenti paganti, cioè, che come tali hanno ad esempio accesso a numerose statistiche relative all’attività che riguarda il loro profilo) sono solamente il 15% del totale degli iscritti. Gli altri si accontentano di esserci e di utilizzare la rete come strumento di relazione sociale. D’altronde, che Linkedin sia percepito come un network nel quale è utile intrecciare rapporti ce lo dice il fatto che oltre la metà dei nodi (o degli utenti, se volete) ha più di 300 connessioni di primo grado, e che oltre il 30% ne ha più di 500.

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Queste cifre testimoniano un impegno costante nel ricercare profili a noi attinenti e a valorizzare ogni occasione di contatto, come ad esempio l'appartenenza ad uno stesso gruppo di interesse o la condivisione di una esperienza lavorativa.

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Con tutti questi peers, però, non ci teniamo in contatto continuo e costante. Tutt'altro: poco più della metà di noi entra su Linkedin al massimo per un paio d'ore alla settimana (ma a volte anche per nulla); pochissimi, invece, sono gli utenti del network a spendere più di un'ora al giorno navigando tra gruppi e nodi sociali. Ricordo, a titolo di confronto, che 8 ore settimanali corrispondono al tempo medio passato su Facebook da ognuno dei suoi utenti.

Parlando di gruppi, sembrerebbe, incrociando tutti questi dati, che abbiamo la sottoscrizione facile: la percentuale di users che non fa parte di alcun gruppo è appena del 2%. Al contrario, il 35% dichiara di essere membro di almeno 30 gruppi di discussione, e un altro 25% aderisce a almeno 20.
Mettendo insieme i dati della presenza sulla rete con quelli delle sottoscrizioni e delle connessioni, verrebbe da pensare insomma che gli utenti Linkedin entrano nella rete, inizialmente manifestano entusiasmo, ma poi non sanno bene come utilizzare al meglio la propria presenza e iniziano a diradare progressivamente il proprio impegno sociale - tutti, tranne un gruppo abbastanza ristretto di smart users che sceglie, probabilmente allo scopo di promuovere con la propria presenza il proprio brand o il proprio profilo professionale, una presenza più costante e spesso corroborata da un profilo premium.

A che ci serve Linkedin?

A ben guardare, in effetti, si direbbe che Linkedin sia utilizzato, dai più, un po' come fosse una sorta di Facebook tra colleghi. Basti pensare che il 75% ritiene che Linkedin sia d'aiuto a ricercare persone e/o aziende, e che quasi altrettanti ritengono che tra i maggiori potenziali di Linkedin ci sia il ricongiungimento con colleghi di esperienze lavorative precedenti. Solo il 35%, infatti, ritiene che Linkedin sia uno strumento di marketing utile per rafforzare la propria presenza sul mercato, e circa lo stesso numero di persone pensa di poter intrecciare nuove relazioni con clienti potenziali. Appena il 28%, infine, pensa che con Linkedin si possano generare delle nuove opportunità di business.

E le aziende che fanno?

A conferma di ciò, scopriamo che solo il 33% delle aziende interpellate nel Survey ha una pagina Linkedin (e scommetto che molte di più sono quelle che hanno un profilo Facebook - ma magari qui mi sbaglio, e nel caso sarei felice di sentire voci differenti). Il dato è di quelli che fa riflettere, e testimonia, se ce ne fosse bisogno, quanto ancora molte aziende non abbiano capito, anche in un contesto avanzato come quello americano, come fare Content Marketing e Social Media Marketing. Prova ne sia, che anche le aziende che sono presenti con il proprio logo sulla rete si limitano ad attività piuttosto basic, e solo nel 53% dei casi costruiscono su Linkedin una sorta di minisito in cui prodotti e servizi offerti occupano pagine separate diverse dalla pagina di atterraggio - una spia, questa, indicativa di come la presenza non sia vissuta dalle aziende in chiave di aggiornamento costante di contenuti, ma solo come una ennesima vetrina statica e fine a se stessa in cui dare visibilità ai propri prodotti.

Utenti Linkedin: che conclusioni trarre?

Visto nel suo complesso, insomma, Linkedin sembra quasi un fratello minore di Facebook, con il quale condivide molte delle caratteristiche e delle modalità di fruizione (seppure in un contesto più in "giacca e cravatta") che però mantiene una buona percezione di utilità, se è vero che oltre il 60% degli intervistati ritiene che la propria presenza in Linkedin sia stata un fattore importante per ampliare la propria rete, sviluppare nuovi business o addirittura trovare lavoro.
E voi come utilizzate Linkedin? Quanti contatti avete sviluppato e come? E soprattutto, quanto tempo spendete a leggere i post sui gruppi tematici, quanto a ricercare nuove opportunità di Business?

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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Ciao! Sono Fabio Piccigallo e quelle che stai sfogliando sono le pagine del mio blog personale, OnMarketing. Oggi mi occupo di web marketing a tutto tondo, con l'esperienza di chi ha lavorato per 10 anni nel direct marketing tradizionale e la voglia di innovare che caratterizza il mercato digitale. Sono un amante dei numeri: per questo ho fondato una web agency all'avanguardia, specializzata nel marketing digitale e nell'ottimizzazione dei flussi di conversione mediante le tecniche più moderne della web analytics. Si chiama OnMarketing.me: se hai bisogno del mio aiuto professionale, contattami pure!

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