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Mobile consumers
Mi è capitata recentemente per le mani una notevole ricerca pubblicata da Nielsen alcuni mesi fa - ma presumo sempre attuale - finalizzata a tracciare a livello internazionale il profilo di quello che loro chiamano "Mobile Consumers"*.

L'interesse per la ricerca è proprio nel suo profilo internazionale, mettendo a confronto gli utenti mobile e i mobile consumers di 10 Paesi - tra cui l'Italia, assieme a Australia, Brasile, Cina, Corea del Sud, India, Regno Unito, Russia, Stati Uniti e Turchia - per verificare in che modo i dispositivi mobili vengano utilizzati nel mondo a quarant'anni dalla prima telefonata effettuata da un dispositivo cellulare.

Quanti e quali cellulari per i mobile consumers?

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Un primo dato balza subito all'occhio: l'Italia è tra i primissimi posti per la quantità di cellulari posseduti per 100 abitanti over-16: ne abbiamo ben 97 (e il 35% di noi almeno un paio). Solo la Corea del Sud (99%) e la Russia (98%) vedono una penetrazione più elevata. L'Italia rimane tra le prime posizioni anche per la penetrazione di smartphone (62%), stavolta seconda a Australia, Cina e Corea del Sud.
Un dato importante, peraltro, mi pare la penetrazione per sesso ed età: qui vediamo come nel nostro Paese in tutte le segmentazioni gli smartphone rimangano ben oltre il 50%, con punte oltre il 70% per gli uomini tra i 25 e i 44 anni. Un dato importante, se pensiamo che questo target specifico è l'audience privilegiato di tutte le nostre comunicazioni commerciali B2C.

Come utilizziamo i nostri smartpone?

Se i coreani utilizzano lo smartphone soprattutto per il mobile banking e l'e-commerce, i brasiliani si distinguono soprattutto per l'accesso in mobilità ai social network.
Quanto agli italiani, se da un lato acquistano molti smartphone, poi non sanno bene cosa farsene. Di certo, non lo usiamo per l'home banking (22%, contro il 51% della Corea), né per chattare (35% contro il 70% sempre della Corea), e stranamente siamo anche agli ultimi posti per i social network (solo il 47%, contro il 75% del Brasile: la cosa stupisce perché dal punto di vista della penetrazione dei social network Italia e Brasile hanno entrambe le percentuali più alte al mondo). Ancora più interessante, siamo agli ultimi posti per l'utilizzo delle e-mail in mobilità (51%, contro il 75% degli USA) e anche per   l'utilizzo delle App (49% contro l'81% della Corea).

A proposito di App

A proposito di App, gli italiani si rivelano dei grandi giocherelloni. Il 52% afferma di utilizzare lo smartphone per giocare, mentre solo il 33% lo usa per accedere alle news e il 39% usa il suo dispositivo per guardare le previsioni del tempo (ma anche qui siamo lontani dai coreani e dagli americani, che per il 62% controllano la situazione meteo con i propri cellulari). Quando parliamo di shopping e di home banking, i mobile consumers italiani scivolano immediatamente sotto il 20%.

Conclusione: i marketer davanti ai mobile consumers italiani

In conclusione, sembrerebbe che i direct marketer italiani debbano fare i conti con una sostanziale immaturità degli utilizzatori dei dispositivi mobile più avanzati dal punto di vista della visibilità delle proprie promozioni. Eppure, ci provano, se è vero che la percezione dei possessori di questi device è di ricevere una consistente quantità di advertising (il 53% dei possessori nostrani di smartphone dichiara di ricevere almeno un ads al giorno).

E il gradimento? Vediamo che i mobile consumers italiani dichiarano che sono mediamente meno propensi degli altri a cliccare su messaggi promozionali, a meno che non promuovano un prodotto gratuito, o che non promuovano contenuti adeguati alla posizione in cui si trovano in un determinato momento. Quest'ultimo dato mi pare particolarmente rilevante: vuol dire che dal punto di vista della percezione dell'advertising è quella di un servizio che, sul cellulare in particolare, acquisisce valore aggiunto se chi fa promozione riesce a cogliere l'aspetto più intrinsecamente importante del cellulare: quello di spostarsi assieme al suo possessore, e di costituire per lui un aiuto ovunque si trovi.

E i marketers? Sono pronti a pensare al mobile come a un mercato che dal punto di vista promozionale ha le sue regole e le sue esigenze, o continuano a vedere la promozione sul mobile un'appendice non meglio qualificata del calderone dell'e-marketing? Dite la vostra!!
* Nielsen, The Mobile Consumer. A Global Snapshot. February 2013.

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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Ciao! Sono Fabio Piccigallo e quelle che stai sfogliando sono le pagine del mio blog personale, OnMarketing. Oggi mi occupo di web marketing a tutto tondo, con l'esperienza di chi ha lavorato per 10 anni nel direct marketing tradizionale e la voglia di innovare che caratterizza il mercato digitale. Sono un amante dei numeri: per questo ho fondato una web agency all'avanguardia, specializzata nel marketing digitale e nell'ottimizzazione dei flussi di conversione mediante le tecniche più moderne della web analytics. Si chiama OnMarketing.me: se hai bisogno del mio aiuto professionale, contattami pure!

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