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Del SEO, acronimo di Search Engine Optimization, ho già parlato pochi giorni fa in questo blog a proposito dei limiti che Google ha posto agli utenti del suo Analytics sulla visualizzazione delle fonti delle ricerche organiche - il che ha penalizzato moltissimo chi si basava su questa metrica per orientare il SEO del suo sito aziendale e non.
Le novità di Google di questi mesi non si sono però fermate qui: l'azienda di Mountain View ha lavorato moltissimo per l'implementazione dei propri algoritmi di ricerca Panda, Penguin e Hummingbird, per cui anche i più skillati professionisti del SEO oggi sono costretti a chiedersi se il proprio sito, fino a ieri perfettamente calibrato per essere trovato sempre ai primi posti delle ricerche su Google, sia ancora un top scorer website.

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Per fortuna c'è anche chi, sul web, ci aiuta (almeno chi come me non è un SEO Professional) a capire se il nostro sito è valido per il SEO marketing. Tra i tools disponibili consiglio quello di Quick Sprout, che in pochi secondi è capace di verificare tutti i KPI fondamentali del nostro sito internet e darci anche buoni consigli per migliorare. Vediamo come funziona.

 

Ranking e Responsiveness

Il report inizia con l'analisi della performance del sito, valutando anzitutto il SEO score (ossia la capacità di essere trovati sui motori di ricerca), la velocità del sito (altro importante fattore di SEO) e gli errori di ottimizzazione presenti.

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Altro indicatore interessante (quantomeno per fare una comparazione tra il proprio sito e la concorrenza diretta, in caso di siti aziendali) è l'indice di popolarità: il nostro analyzer cerca anche di stimare quale sia il posizionamento del proprio sito tra i siti più popolari del mondo, scoprendo così che Google è il sito più popolare in assoluto, seguito da Facebook (per dovere di cronaca, informo che questo blog si pone mentre scrivo, a meno di un mese dalla sua prima uscita, alla posizione numero 17.146.699, ma sto lavorando per migliorare!). Altra indicazione importante, è la responsiveness del sito: il tool ci fa vedere immediatamente se il nostro sito è compatibile con i formati tablet e smartphone, dandoci così visivamente informazioni importanti sulla nostra capacità di ottimizzazione multidevice.
Il tool fornisce, oltre a questi, moltissimi altri parametri per poter verificare quale sia la velocità di caricamento del nostro sito e la quantità relativa di testi, immagini e codice: in questo modo è possibile verificare la performance generale del nostro website e agire, anche attraverso le indicazioni che lo stesso tool ci fornisce, per migliorarne la fruibilità

Social e Indexing

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L'analisi di QuickSprout prosegue con altri due importantissimi indicatori. Il primo, fondamentale per il SEO, è la quantità di Social Shares riscontrabili per il nostro sito sui più importanti Social Network (il sito ne indicizza 5: Facebook, Linkedin, Google+, Twitter e Pinterest): si tratta di una metrica importante, perché i motori di ricerca utilizzano anche i segnali presenti sui social media per analizzare i siti, e più il nostro sito è amato dai social media, più alta sarà la sua posizione nei risultati delle ricerche. Il secondo, altrettanto importante, è la quantità di backlinks e di pagine indicizzate che riguardano il nostro sito. Entrambi questi indicatori numerici, secondo QuickSprout, non sono affidabili al 100%, ma di certo forniscono una descrizione qualitativa di "quanto si parla di noi".

Keywords

L'ultima parte dell'analisi riguarda le Keywords più popolari che riguardano il nostro sito, e fornisce indicazioni per capire quanto e dove le stiamo usando.

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In questo modo potremo anzitutto verificare se i motori di ricerca percepiscono esattamente le nostre intenzioni, ossia se le Keywords che sono il nostro target principale siano effettivamente percepite come tali da Google. Oltre a questo, possiamo anche verificare se queste Keywords siano effettivamente presenti nelle tre suddivisioni primarie di ogni pagina web: titolo, descrizione e contenuto. Solo così potremo essere sicuri che il nostro ranking possa salire.

Conclusioni e tanti buoni consigli

Se il nostro sito non va, il tool ci fornisce moltissimi ottimi consigli per migliorarne la performance, curando ogni dettaglio e analizzando ogni possibile errore o raccomandazione secondo un indice di priorità. In tutti i casi, è un ottimo indicatore di quanto bene (o male) stiamo lavorando sul nostro sito per dare la visibilità sperata ai nostri contenuti (prodotti, servizi), ed è anche un ottimo strumento per verificare, alla fine di ogni cambiamento o ottimizzazione, di quanto abbiamo migliorato il nostro punteggio e quanto siamo saliti in popolarità. Non ultimo, questo tool ci fornisce (gratuitamente, l'avevo già detto?) la possibilità di verificare la nostra posizione relativa rispetto ai nostri competitor (se siamo sul mercato) e agire selettivamente laddove troviamo maggiori punti di debolezza.

CIAO! Grazie per essere arrivato a leggere fino a qui.

Porto avanti questo blog solo per passione, senza voler fare altro se non avviare un confronto con chi condivide con me l'interesse per tutto ciò che è marketing. Se ti è piaciuto questo post, la soddisfazione più grande che potrai darmi sarà quella di condividerlo sui social media e di lasciare un tuo commento.

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Ciao! Sono Fabio Piccigallo e quelle che stai sfogliando sono le pagine del mio blog personale, OnMarketing.
Oggi mi occupo di web marketing a tutto tondo, con l’esperienza di chi ha lavorato per 10 anni nel direct marketing tradizionale e la voglia di innovare che caratterizza il mercato digitale. Sono un amante dei numeri: per questo ho fondato una web agency all’avanguardia, specializzata nel marketing digitale e nell’ottimizzazione dei flussi di conversione mediante le tecniche più moderne della web analytics.
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